Atac: “Debiti con aziende di vigilanza, sicurezza a rischio”

Lo dichiarano in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, e Francesco Figliomeni, consigliere capitolino di Fdi
Redazione - 2 Gennaio 2017

“I siti aperti al pubblico del trasporto metropolitano e di superficie rischiano di restare senza addetti alla sicurezza a causa del mancato pagamento da parte di Atac delle aziende impegnate nella vigilanza. – Lo dichiarano in una nota dichiarano Fabrizio Santori, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, e Francesco Figliomeni, consigliere capitolino di Fdi -.

Santori e Figliomeni

“Si tratta – proseguono i consiglieri – di circa 410 operatori tra guardie giurate e addetti di service, che garantiscono adeguati livelli di sicurezza suppletiva per il trasporto pubblico locale, a contatto con migliaia di cittadini che ogni giorno usano i mezzi nella Capitale. Nella lettera scritta da Italpol vigilanza Roma, a nome dell’Ati composta da Security service, Istituto vigilanza Urbe,  CoopService,Mib, Securitalia, Issv, Gia.ma, la situazione debitoria di Atac nei confronti di queste società viene definita come drammatica. L’esposizione sarebbe di circa 20 milioni di euro, ovvero l’intero corrispettivo dei servizi posti in essere da marzo 2016. Un debito che mette a rischio centinaia di posti di lavoro e la continuità del servizio di vigilanza, esponendo a grave rischio cittadini e turisti che utilizzano i mezzi di trasporto nella Capitale. Tutto ciò è intollerabile anche e soprattutto alla luce delle situazioni collegate all’emergenza terrorismo internazionale, oltre alle normali esigenze di sicurezza di una metropoli come Roma. Se Atac non pagherà i propri debiti, in mancanza di liquidità le società di vigilanza annunciano la loro impossibilità a dar seguito ai pagamenti dei propri dipendenti, in un quadro di agitazione da parte del personale e delle organizzazioni sindacali, ventilando anche l’ipotesi di una sospensione del servizio, e nella peggiore delle ipotesi licenziando il personale. Questa eventualità, sia dal punto di vista della sicurezza sia dal punto di vista occupazionale, va scongiurata al più presto. Invitiamo dunque sia Atac sia Roma Capitale a istituire quanto prima un percorso di risanamento che possa ristabilire un equilibrio economico, fornendo certezze alle società di vigilanza ed evitando così di esporre romani e turisti a una situazione di grave pericolosità in luoghi affollatissimi e frequentati da migliaia di persone ogni giorno”.


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