

A fotografare la situazione è stato Fabrizio Frustaci, direttore commerciale di Atac, durante l’audizione della commissione capitolina Bilancio
A Roma, prendere un autobus senza biglietto è ancora un “sport” diffuso. Ma se da un lato i numeri raccontano una lotta all’evasione che comincia a dare i suoi frutti, dall’altro emerge un paradosso: gli incassi aumentano, ma i controllori restano pochi, pochissimi.
A fotografare la situazione è stato Fabrizio Frustaci, direttore commerciale di Atac, durante l’audizione della commissione capitolina Bilancio. Oggi l’azienda dispone di appena 237 verificatori per tutta la città.
Ogni giorno si danno appuntamento in poche stazioni strategiche – Anagnina, Termini, Eur Fermi, Ponte Mammolo – e da lì partono in squadra, due a sei persone, alla caccia dei passeggeri senza biglietto.
Turni dalle 6 del mattino alle 20 di sera, ma presto potrebbe arrivare un’estensione fino alla chiusura delle metro, con premi per chi accetterà di lavorare in fascia notturna.
Numeri alla mano, il margine di azione resta limitato: su 52 milioni di passeggeri l’anno, nel 2024 ne sono stati controllati solo 3 milioni. Risultato: un tasso di evasione del 6-7% sugli autobus, che scende al 3% nelle metro, dove i tornelli fisici rappresentano ancora la barriera più efficace.
Eppure, i risultati non mancano. Nel 2024 sono state elevate 179.417 multe, con un incasso record di 6,6 milioni di euro: un balzo in avanti rispetto ai 5,1 milioni del 2019 e ai 6,4 del 2023. Un trend positivo, nonostante le risorse restino praticamente immutate.
La vera rivoluzione è arrivata però con il Tap&Go, il sistema che consente di pagare direttamente con carta di credito o bancomat, senza fare file o cercare rivendite.
Introdotto nel 2019, ha registrato un boom clamoroso: da 1,4 milioni di incassi iniziali a 38,9 milioni nel 2024, pari all’11,5% del totale. Secondo le previsioni, nel 2025 si potrebbe arrivare a quota 70 milioni.

“Il Tap&Go sta cambiando le abitudini di viaggio e contribuendo concretamente a combattere l’evasione” ha sottolineato Lorenzo Marinone (Pd), presidente della commissione Bilancio.
Non solo: anche il biglietto agevolato per gli under 19 ha spinto tanti giovani a scegliere i mezzi pubblici. Nel 2024 gli abbonamenti sono stati 88mila, e si punta a toccare quota 100mila. In cantiere c’è già l’estensione agli under 26.
Resta però l’ombra più grande: quella del personale. Troppo pochi i controllori per contrastare un fenomeno che, soprattutto sulle linee periferiche, rimane diffuso.
E la possibilità di esternalizzare il servizio si scontra con vincoli burocratici e con la necessità che la Regione nomini i verificatori come agenti di polizia amministrativa.
Insomma, se la tecnologia corre e porta incassi da record, la presenza fisica a bordo resta la vera sfida: perché la lotta ai furbetti del biglietto, a Roma, è tutt’altro che finita.
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