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Atac, si cambia. Pronta la riforma del trasporto pubblico

Sarà Massimo Tabacchiera, già al vertice dell’Ama con la Giunta Veltroni, a gestire la nuova fase

Nella foto Tabacchiera il giorno della presentazione del nuovo cassonetto dell’AMA

Tabacchiera il giorno della presentazione del nuovo cassonetto dell'AMAIl bilancio 2007 dell’Atac si è chiuso con un disavanzo di oltre 100 milioni di euro. Nessuna novità, quindi, rispetto ai risultati degli ultimi anni.

Se si considera poi che anche Trambus e Met.ro, nello stesso esercizio, hanno registrato una perdita che supera il milione di euro, non si può certo dire che le società di trasporto capitoline godano di buona salute.

Forse è anche per questo che la Giunta Alemanno vuole avviare al più presto una riforma del trasporto pubblico che miri a diminuire i costi e gli sprechi e a rendere più efficienti i trasporti. Proprio quella riforma che non era riuscita a Veltroni, il quale si era limitato ad affidare lo studio di una riorganizzazione del settore all’advisor di turno.

Il disegno della nuova Giunta capitolina è quello di fare dell’Atac un’azienda impegnata unicamente nella progettazione e nella programmazione, dotandola di una struttura organizzativa più snella che, di certo, comporterà una riduzione degli attuali 1.600 dipendenti. Ma il passaggio verso un’azienda più “leggera” sarà assolutamente indolore perché “i lavoratori in esubero – così assicura l’assessore Marchi – verranno automaticamente ricollocati nel comparto del trasporto pubblico”.

Una riforma che si annuncia importante (che prevede tra l’altro l’unificazione di Trambus e Met.ro in un’unica compagnia di trasporto) e per la cui attuazione il sindaco Alemanno ha chiamato ai vertici della società, al posto di Fulvio Vento, nominato dal centro sinistra, un manager come Massimo Tabacchiera, già presidente di Federlazio e di So.Ge.Par (la holding della Camera di Commercio) e che già la Giunta Veltroni aveva messo, con scarso successo in verità, ai vertici dell’Ama.

La riconferma alla presidenza di una delle società capitoline da parte della Giunta di centro destra, di un uomo scelto dal centro sinistra, a meno che non sia frutto del solito trasformismo, nel panorama politico locale rappresenta se non un’anomalia, quanto meno una novità. Una novità un po’ alla Sarkosy, da salutare con favore, se preludesse davvero alla conversione dello “spoil system” in quello del “merit system”, cioè della valutazione oggettiva delle capacità manageriali (dimostrate sul campo), svincolata dai lacci dell’affiliazione politica. A smentire tale possibilità, però, nel nostro caso, c’è la gestione non tanto esaltante dell’Ama, che oggi presenta un buco di oltre 600 milioni di euro e della quale il neo presidente dell’Atac è stato il numero uno fino al 2006 (un buco “bipartisan” da condividere col suo successore Hermanin).

A proposito dello “scivolone” sull’uso privato dell’auto blu riportato nei giorni scorsi dalla stampa quotidiana (vizio italico diffuso a tutti i livelli istituzionali che prevedano l’assegnazione di una macchina) Tabacchiera si è scusato.

Nel contempo ha chiesto di essere giudicato solo sulla gestione del trasporto pubblico (intervista a La Repubblica del 29.11.2008). Noi siamo d’accordo, e lo sono tutti i cittadini-utenti. Anche perché, evidentemente, chi ha messo Tabacchiera alla presidenza dell’Atac non può averlo giudicato in base all’esito della sua gestione dei rifiuti o alla pulizia e al decoro delle strade romane.

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