ATO unico e consegna dell’acqua del Lazio ad ACEA?

L'assessore Refrigeri non si esprime di fronte ai Comitati Acqua Pubblica Lazio che ottengono che la discussione della legge 238 avvenga nella prima decade di settembre
Redazione - 21 Luglio 2015

Ieri, 20 luglio 2015, i comitati del Coordinamento Regionale Acqua Pubblica Lazio (oltre 70 rappresentanti) assieme ad amministratori comunali, hanno avuto un incontro con il presidente del Consiglio regionale D. Leodori, con il presidente della Commissione Ambiente E. Panunzi, con l’assessore all’Ambiente F. Refrigeri e con diversi consiglieri regionali.

ComitatiAcquaPubblicaAllaPiObiettivo dell’incontro era ottenere una data per la discussione in Aula della proposta di legge sugli Ambiti di Bacino Idrografico (n. 238 /2015), con cui 10 consiglieri raccolsero la proposta elaborata dal Coordinamento Regionale per l’Acqua Pubblica. L’incontro di ieri, a sua volta era il frutto dell’iniziativa del 2 luglio con cui i comitati hanno ottenuto il riavvio dell’interlocuzione, dopo aver minacciato l’occupazione dell’aula consigliare. Contestualmente, in quell’occasione l’Assessore Refrigeri prese l’impegno, per conto della Giunta, a produrre una propria proposta di definizione degli ambiti, promessa non mantenuta.

La discussione di oltre due ore si è dovuta far strada attraverso diverse e numerose proposte dilatorie – a base di incontri tecnici multilaterali – fino a che il presidente Leodori non ha preso l’impegno di portare in Aula nella prima decade di settembre 2015 la proposta di legge n. 238.

L’Assessore Refrigeri sollecitato più e più volte non è stato in grado di esprimersi in merito all’orientamento della Giunta sulla definizione degli ambiti. In realtà la domanda reiterata a più voci è assai semplice, addirittura elementare: l’Assessore all’ambiente, la Giunta nel suo complesso escludono l’ipotesi dell’ATO unico per la Regione Lazio? L’Assessore però non si è espresso, negando l’ipotesi di arrivare al commissariamento della Regione dopo la scadenza del 30 settembre imposta dallo Sblocca Italia, in assenza per allora di una proposta regionale sugli ambiti.

Si è prospettata per l’ennesima volta la produzione del progetto della Giunta sugli ambiti prima della pausa estiva, ormai con scarsa o nessuna credibilità.


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