Attivisti Acqua Pubblica bloccano Consiglio Comunale a Roma

Il 5 maggio sfileranno per le vie della capitale
Enzo Luciani - 2 Maggio 2012

Mentre in Consiglio Comunale era in discussione la delibera sulla vendita del 21% delle quote azionarie di Acea di proprietà del Comune,  una trentina di attivisti del Coordinamento Romano Acqua Pubblica, hanno occupato l’aula consiliare al grido di: “Il mio voto va rispettato”. L’assemblea è stata sospesa e il presidente Marco Pomarici ha chiesto l’intervento dei vigili urbani.

I manifestanti, appoggiati dal Pd,  chiedono un incontro con Alemanno per protestare contro la privatizzazione dell’Azienda. Per lo stesso motivo il prossimo 5 maggio un corteo sfilerà nelle strade di Roma a partire dalle ore 15 da Piazza Vittorio.

«Acea non si vende. – dichiara in una nota il consigliere del Pd Dario Nanni. Non lasceremo nulla di intentato per evitare quella che appare una rapina a danno dei cittadini romani. L’azienda capitolina dell’acqua e dell’energia già leader nazionale del settore ha subito durante i quattro anni di giunta Alemanno un declino incomparabile con altri periodi. La sua vendita oggi non necessaria comporterebbe un depauperamento del patrimonio comunale senza precedenti. Il Sindaco riveda una scelta che non è compresa nemmeno dai suoi stessi sostenitori e alimenta forti mugugni nella sua maggioranza».

Lo scontro si consuma anche sul terreno della manifestazione prevista per sabato. “Il 5 maggio – spiega Andrea Alzetta, capogruppo di Roma in action – si terrà un grande corteo contro la privatizzazione di Acea, ma l’amministrazione intende impedire che la manifestazione si concluda a piazza del Campidoglio”.

Gli fa eco Umberto Marroni, capogruppo del Pd nell’assemblea capitolina: "Comprensibile – dichiara – la protesta in aula da parte dei movimenti per l’acqua pubblica, il sindaco Alemanno non può vendere Acea andando contro il voto di un milione e duecento mila romani che lo scorso giugno hanno espresso il loro no alla privatizzazione dell’acqua. Inoltre è assurdo che quest’amministrazione neghi la Piazza del Campidoglio al corteo del 5 maggio convocato dai movimenti, dai partiti e dalla cittadinanza. Chiediamo quindi che sia concessa la piazza per permettere ai romani di esprimere il loro dissenso al progetto di svendita targato Alemanno". 


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