Aumentano le “morti da smog” nella Capitale

Si stima che almeno 600 decessi l'anno sono riconducibili a patologie derivanti dall’inquinamento dell'aria
di Emiliano Germani - 14 Gennaio 2013

Ci sono due pessime notizie per i romani. La prima è che secondo uno studio finanziato dai ministeri della Salute e dell’Università, nella Capitale lo smog causa almeno 600 morti l’anno per patologie direttamente riconducibili all’inquinamento dell’aria. La seconda, invece, è che questo dato risale al 2005, e che da allora la concentrazione di veleni nell’atmosfera capitolina non sembra essere diminuita e, quindi, il rischio di “morte da smog” rimane ancora molto elevato, se non addirittura cresciuto rispetto a quel dato.

La conferma a questi timori viene da un nuovo studio, pubblicato negli ultimi giorni sulla rivista scientifica Environmental Health Perspectives. L’indagine è stata condotta da un pool di ricercatori guidato da Francesco Forastiere del Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, e prende in considerazione un campione di un milione e duecentomila abitanti di Roma fra il 2001 e il 2010. Partendo dai dati sui decessi nella Capitale nell’arco di un decennio, gli scienziati sono riusciti a determinare, con una certa precisione, quanto incidano sulla mortalità alcuni inquinanti, purtroppo molto presenti nell’aria romana, come il particolato sottile (PM2,5) e il biossido di azoto (NO2).

La scoperta è inquietante: ad un incremento di appena 10 µg/m3 (microgrammi per metro cubo) della presenza di questi gas nell’aria, può corrispondere un aumento dei decessi tra il 4 e il 6 per cento. Inutile dire che, al di là delle morti, sono poi elevati i rischi di un aumento generalizzato di patologie per l’apparato respiratorio e quello cardiovascolare. Particolari timori suscita il biossido di azoto, un vero e proprio gas killer. Secondo i dati riportati nella ricerca, ad ogni aumento di 10 µg/m3 di biossido di azoto nell’aria, il rischio di mortalità generale cresce del 3%, mentre aumentano rispettivamente del 3%, il rischio di contrarre malattie respiratorie e del 4% i rischi legati di contrarre un tumore al polmone e di andare incontro a malattie ischemiche del 4% (ictus, ecc.).

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Volendo sintetizzare, lo studio sottolinea due cose importanti: che anche l’esposizione a bassi livelli di inquinamento può produrre danni gravi alla salute e che, purtroppo, il rischio per i romani è, in genere, abbastanza elevato. La ricerca offre anche dati relativi ai soggetti più esposti. In generale, chi vive o passa molto tempo della sua giornata nelle zone del centro storico della Capitale o vicino a strade molto trafficate, gli uomini più delle donne, e le persone giovani, in particolare i bambini. 


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