Autism Spectrum di Patrizia Sardisco

Domenica 29 dicembre 2019, presso la libreria Odradek di Roma presentato con successo il libro della poetessa siciliana
Viviana Scarinci - 30 Dicembre 2019

Domenica 29 dicembre 2019, presso la libreria Odradek di Roma per il ciclo di incontri Mai innocua parola progettato da Anna Maria Curci e Fiammetta Bardelli ha avuto luogo la presentazione del libro di Patrizia Sardisco Autism Spectrum (edizioni Arcipelago Itaca di Danilo Mandolini) con la presenza dell’autrice e di Giorgio Galli e la conduzione dell’incontro a cura di Anna Maria Curci.

La presentazione di questo libro è stata particolarmente significativa per un discorso comune iniziato a monte con Anna Maria Curci ormai da molto tempo. L’impegno personale di Curci come poeta, traduttrice, critico letterario e insegnante in favore di una diffusione della poesia contemporanea sulla base esclusiva dell’analisi del testo e del contesto, ha consentito di aprire un dialogo in cui sono soprattutto certi libri di poesia il tramite di un confronto propositivo e innovativo oltre che raro in termini relazionali, sociali e speculativi. In questo senso credo di conoscere pochissime persone che come Curci praticano la critica letteraria in termini politici cioè come dedizione alla validità del discorso pubblico dell’altro senza farne più del lecito un paradigma militante ad uso personale.

Relazione, società, poesia sono termini che parlandone insieme in occasione della presentazione di domenica, non possono non indurci a riflettere sulla confusione tra immagine pubblica del poeta e diversamente l’assunzione di ruolo che la poesia (intesa come documento, opera) e non il poeta, dovrebbe declinare in termini di responsabilità verso il linguaggio come disciplina dell’esattezza in risposta alle falsificazioni multiformi cui è sottoposto oggi più che mai il discorso pubblico. Proprio in ambito scolastico, ad esempio, sottolineava Sardisco domenica: “La scuola dovrebbe essere il regno della parola, luogo in cui si dà voce e si tenta di dare un nome a tutte le cose”. Non a caso Sardisco e Curci sono due insegnanti.

L’incontro di domenica ha costituito un’occasione importante che ha consentito l’emersione di alcune tematiche che legano la poesia alla scuola e nello specifico al ruolo degli insegnanti di sostegno che il libro presentato illustra attraverso un linguaggio complesso e chiarissimo. Per inciso va detto che il fondo librario ha già pubblicato un saggio dell’autrice che illustra il procedimento attraverso il quale ha analizzato da poeta il suo vissuto di insegnante di sostegno in una particolare circostanza (qui i testi di Sardisco e quelli che si riferiscono alla sua opera sul nostro sito https://fondopoesiacontemporanea.wordpress.com/?s=sardisco). Infatti se per un verso Autism spectrum è un libro che nasce da un incontro con una manifestazione clinica di cui Giorgio Galli ha spiegato l’intrinseca e puntualissima connessione con il testo, d’altro canto una ricerca linguistica atta a cogliere sul divenire il fenomeno della così detta non-normalità schiude su scenari che vanno oltre la specificità della materia trattata.

La libreria Odradek di Roma http://www.odradek.it/html/librerie/libreriaroma.html è stato il contesto più appropriato per questo dialogo. Come ha ricordato Curci infatti Odradek è un essere immaginario descritto in un racconto di Franz Kafka, Il cruccio del padre di famiglia (1917), presente nella raccolta Un medico di campagna. Il riferimento kafkiano presente in alcune parole di Autism spectrum è trasferibile a mio avviso alla componente tuttavia materna della cura e in questo senso trasla il discorso su un piano culturale precipuo di genere che bisognerebbe analizzare, rispetto al modo in cui Sardisco approccia la visione dell’interezza dell’altro da sé, visione in cui il concetto di normalità o peggio di normalizzazione mostra tutti i limiti di un’ortodossia che universalizza la cura in termini di conformità a certi parametri.

Cosa accade quando la pedagogia, così come ogni altra professione avente per obiettivo la relazione, trova la propria sconfitta quotidiana in un universo di cui la più o meno mancata decifrazione non ha esito ma coincide “solo” con lo sforzo che rende accurato lo stare con l’altro per quello che è la manifestazione della sua inevitabile diversità? Che peraltro troppe volte coincide con non-dignità. Questa è solo una delle domande che solleva Sardisco. E non solo con questo suo secondo libro.

Infatti domenica era presente anche Vincenzo Luciani editore del notevole libro di esordio di Patrizia Sardisco “Eu-nuca” così illustrato nella prefazione di Anna Maria Curci: “Questo volumetto, il quattordicesimo della collana “Aperilibri” (edita dalle edizioni Cofine ndr ), si articola come un vero e proprio poemetto in 31 quadri sulla Grande Vecchia, l’Europa, che ben poco ha in comune con la bellissima fanciulla del mito dal quale il continente trae il suo nome. Quel prefisso eu anteposto a nuca, dismessa la parentela con il significato nel greco antico, non sta più a indicare alcunché di benevolo, giacché esso non è che l’acronimo per European Union. La EU è l’Unione Europea che si è messa alle spalle, dietro la nuca dunque, solidarietà, casa comune, accoglienza, e che si è fatta marcescente amministratrice dei no, dei rifiuti e dei rigetti, degli schermi di carta, delle foglie di fico degli accordi su paletti e fogli di via. La veemenza del j’accuse di Patrizia Sardisco si coniuga efficacemente con un’espressione che fa tesoro di allitterazioni, assonanze, scarti e sostituzioni di lettere, cambio di vocali, prossimità di suono e diversità di significato. Si tratta di una forma poetica matura, nella quale il rischio dell’indulgere nel mero gioco linguistico è ampiamente scongiurato. Chi scrive ha infatti ben chiara la rotta da seguire e le trentun tappe di questo viaggio tra sbarramenti e tragedie oceaniche, piccolo cabotaggio burocratico e immane morte per mare, sono scandite, si snodano e incidono con dire sorvegliato e lampi frequenti di condensazione espressiva. […] C’è un invito esplicito che sale dai trentun quadri poetici di eu-nuca: «basterebbe voltarsi / per continuare a vivere / agire le parole scritte». Non volgiamo le spalle, non mostriamo la nuca all’Altro, all’interlocutore e pungolo della poesia.”

La complessità dell’universo linguistico di Sardisco ci riporta alla poesia come agente di realtà perché nomina il veduto ostinatamente e puntualmente nelle zone della sua inermità, senza definirlo in quadri statici o pietosi, risolti o vacui senza ammaestrarlo benevolmente e con un’instabilità che diventa sponda e risposta soprattutto quando finalmente il senso comune attenua il fatalismo del non-pensiero e si pone in ascolto.

Domenica 5 gennaio, stesso posto, stessa ora Anna Maria Curci presenterà il libro di Fabio Michieli“Dire” edito da L’arcolaio https://poetarumsilva.com/2019/07/02/dire-fabio-michieli/ .

 

Viviana Scarinci


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti