

Il vice presidente dell'Italia dei Diritti: "Non siamo nel Far West e se qualcuno ha sbagliato sarà la legge a punirlo e non i pionieri della giustizia"
Un vero e proprio raid punitivo è stato messo in atto nei confronti di un conducente del bus notturno della linea 146 che la notte di lunedì avrebbe importunato una 14enne a Casalotti. Secondo i racconti della ragazza, l’autista, un giovane di 29 anni, avrebbe tentato di attaccare bottone mentre era solo con lei rivolgendole complimenti e avances, senza però importunarla fisicamente. La ragazza, appena scesa dall’autobus e ancora spaventata avrebbe raccontato la storia a degli amici che si trovavano in un bar che a quel punto avrebbero deciso di vendicarla. Giunti al capolinea dell’autobus avrebbero aggredito l’uomo con calci e pugni e danneggiato il mezzo pubblico. L’autista, finito all’ospedale Gemelli, è ricoverato in osservazione, con ferite al volto e al petto ma non ha ancora sporto denuncia.
"Se l’autista ha commesso qualche gesto, penalmente rilevante, dovrà essere una denuncia a far scattare i controlli e verificare le eventuali responsabilità, ma non è ammissibile tollerare spedizioni punitive col solo intento intimidatorio e vendicativo", ha commentato la notizia il vice presidente dell’Italia dei Diritti, Roberto Soldà. "Non possiamo tollerare gesti come questi – ha concluso l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – perché né la vendetta né tantomeno l´odio sono la risposta ai mali della società. Abbiamo il dovere di invocare la giustizia per far valere le nostre ragioni, non di vendicarci secondo la legge del taglione".
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