Baba: Festival di Arti eccentriche e Culture esplose

Enzo Luciani - 20 Settembre 2009

Il 20 settembre 2008, presso l’ex manicomio della Provincia di Roma nel parco S. Maria della Pietà, si terrà l’evento Baba – Festival di Arti Eccentriche e Culture Esplose. Dalle ore 15 sino alle 22 si celebreranno eredi e paladini di un mondo che negli ultimi dieci anni è risorto a vita nuova, assurgendo al rango di tendenza riconosciuta tanto presso i più sospetti gironi underground quanto sui più rinomati palchi americani ed europei, si tratti di gallerie, istituzioni museali, o semplici locali devoti a tutto quanto suoni storto, strano e bizzarro.
Nelle stanze e sui palchi dell’ex Lavanderia Manicomiale si alterneranno artisti, musicisti e performer provenienti da universi e percorsi apparentemente distanti eppure contigui. Si tratti di outsider art, musiche noise, grafiche harsh, happening a metà tra il pop e il lisergico, gli eroi di BABA dicono di una geografia parallela che lega assieme esperienze provenienti dall’Italia come dal Belgio, dal Canada come dagli USA, dall’Inghilterra come dalla Germania. Suoni e visioni dalle tinte acide, sarcastiche, a tratti deliranti, all’insegna di un humor nero che è specchio deformato delle ansie e dei conflitti contemporanei. Ad andare in scena, nel pomeriggio di BABA, saranno tutte le crepe, gli scarti, i rifiuti e gli slanci infantili di un Occidente allegramente intento a festeggiare il suo collasso, con un occhio di riguardo verso le realtà italiane, ma senza rinunciare alla partecipazione di realtà che, in Europa quanto in Nord America, hanno fatto della Outsider Culture uno dei più importanti movimenti del nuovo millennio.

A partire dagli anni 2000 gli eredi dell’originaria Art Brut, movimento artistico nato nel dopo-guerra, vanno a formare una comunità transnazionale talmente visibile da diventare vero e proprio “segno dei tempi”. Il collettivo Le Dernier Cri, con base in Francia ma aperto a collaborazioni da tutto il mondo, ne rappresenta il lato più iconoclasta, abrasivo e legato alla vecchia estetica underground, mentre negli USA esplode il fenomeno Paper Rad, più incline a un immaginario pop e zeppo di riferimenti al lo-tech anni ’80. Accanto ai nomi più celebrati, si sviluppa poi un intero movimento che del ritorno a certa ostentata amatorialità (serigrafie a tiratura limitata, fanzine fatte in casa, riscoperta della vecchia copy-art ecc) fa un’autentica missione. Baba ha coinvolto, nel suo Spazio Mostre, alcuni tra i nomi a suo giudizio più interessanti provenienti delle ultime generazioni di outsider artists. L’irruzione della nuova estetica brut tra i piani alti della “cultura ufficiale” porta una data precisa: è il 2002 quando il collettivo multimediale Forcefield viene chiamato a partecipare alla Whitney Biennal di New York, inscenando una performance che tra costumi sgargianti e deliri primitivisti dice di un preciso ritorno a quell’immaginario sfasato, acido e primordiale che fu la cifra della psichedelia più sfatta come di certe sottoculture di derivazione punk. I Forcefield provenivano dalla seminale esperienza Fort Thunder, sorta di Factory anni ’90 situata a Providence nel Rhode Island, che ispirerà un’agitatissima nuova leva di performance artists massimalisti e provocatoriamente anti-intellettuali.


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