Laboratorio Analisi Lepetit

Banda di bengalesi sequestra due connazionali a scopi di estorsione

3 arrestati dalla Polizia
Enzo Luciani - 4 Settembre 2012

Due malviventi hanno sequestrato a scopo di etorsione A.S., un cittadino bengalese di 27 anni, che a Roma ha fatto una certa fortuna con attività non sempre chiare..

Per attivare all’uomo hanno prima rapito e portato in un appartamento un amico della vittima che hanno tenuto segregato per due giorni, picchiandolo e ferendolo per indurlo a fornire loro informazioni e costringerlo a procurargli un appuntamento con l’amico.
Alla fine, stremato dalle percosse, il giovane ha ceduto e ha procurato ai suoi aguzzini un appuntamento con A.S. per il giorno seguente.

All’incontro i sequestratori hanno liberato il giovane e hanno preso quello che era il loro vero obbiettivo sin dall’inizio, e cioè A.S. La sera stessa, però, preso dai rimorsi, il giovane si è presentato alla Polizia raccontando l’accaduto.
Nel frattempo ha iniziato a ricevere le telefonate dall’amico sequestrato, con le quali gli chiedeva di procurarsi del denaro per la sua liberazione.
In un primo momento la somma richiesta per il riscatto era di 100.000 euro, successivamente scesa fino a 20.000.

A questo punto i poliziotti hanno preparato la “trappola”. Il giovane, infatti, d’accordo con gli agenti, ha fissato un appuntamento con i rapitori fingendo di avere il denaro, e in quell’occasione gli agenti del Commissariato Prenestino e della Squadra Mobile, opportunamente appostati, sono riusciti a fermare un appartenente alla “banda”, successivamente identificato per B.Z.U., bengalese di 41 anni.
In questo modo gli investigatori, dopo averlo interrogato, sono riusciti a circoscrivere la zona dove poteva essere tenuto l’ostaggio.
Durante le ricerche in una zona di campagna, accompagnati dal giovane amico del sequestrato, gli agenti hanno rintracciano un altro sequestratore, identificato per H.B., bengalese di 33 anni, che a sua volta è stato accompagnato negli uffici del Commissariato Prenestino.

Nel prosieguo delle indagini, gli investigatori sono riusciti anche ad individuare, in zona Porta Maggiore, l’appartamento dove era stato in un primo momento sequestrato il giovane per indurlo a fornire indicazioni sull’amico.
All’interno, nel corso del controllo effettuato, gli agenti hanno bloccato un terzo sequestratore, identificato per A.A., bengalese di 36 anni.
A questo punto, vistisi scoperti e sentendosi braccati, i sequestratori hanno rilasciato A.S., immediatamente presentatosi in Commissariato per denunciare l’accaduto.

I tre bengalesi bloccati, al termine delle indagini, sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto per rispondere di sequestro di persona a scopo di estorsione, in concorso tra loro, aggravato dalle lesioni.
Il sequestrato, infatti, presenta bruciature agli arti nonché varie altre lesioni, per le quali è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari che lo hanno giudicato guaribile in alcuni giorni.
Le indagini proseguono per cercare di individuare altri due cittadini bengalesi che, risultati dalle indagini coinvolti nella vicenda, sono stati al momento denunciati in stato di irreperibilità.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti