Bando Taxi Roma: nuovo scontro sulle licenze. I candidati pronti al ricorso bis

I giudici del Tar avevano dato ragione ai ricorrenti, ma il Comune tenta la via del "compromesso" aumentando solo le licenze per disabili

La partita sulle nuove licenze taxi a Roma torna ad animarsi tra carte bollate e trattative istituzionali.

A un anno e mezzo dall’avvio del bando per 1.000 autorizzazioni, il confronto si riaccende dopo la sentenza del TAR del Lazio del dicembre 2025, che ha imposto al Campidoglio di rivedere le graduatorie secondo il solo criterio del merito.

Ora i candidati della cosiddetta “terza opzione” minacciano un nuovo ricorso, accusando il Comune di applicare la decisione dei giudici in modo solo parziale.

Il nodo delle graduatorie

Il bando prevedeva:

  • 800 licenze ordinarie

  • 200 licenze per il trasporto disabili

Molti candidati avevano scelto la “terza opzione”, concorrendo per entrambe le tipologie. Tuttavia, al momento della pubblicazione delle graduatorie, questi aspiranti tassisti erano stati collocati in fondo alle liste, prescindendo dal punteggio ottenuto alla prova d’esame.

La sentenza del TAR ha chiarito che le graduatorie devono essere determinate esclusivamente dal punteggio, senza penalizzazioni legate alla scelta dell’opzione.

Di conseguenza, il Comune è stato chiamato a reintegrare i ricorrenti secondo il criterio meritocratico.

La linea del Campidoglio

Secondo quanto trapela dagli uffici capitolini, l’amministrazione non sarebbe orientata a impugnare la decisione davanti al Consiglio di Stato.

La soluzione allo studio prevederebbe:

  • Lo scorrimento ulteriore della graduatoria disabili

  • L’assegnazione di circa 40 licenze aggiuntive rispetto alle 200 iniziali

Una proposta che, però, non convince i ricorrenti. Il punto critico è che questa integrazione riguarderebbe solo le licenze per veicoli attrezzati, lasciando invariata la graduatoria delle 800 ordinarie.

Il rischio di un nuovo contenzioso

I candidati coinvolti – molti dei quali già operativi con auto attrezzate acquistate nei mesi scorsi – rivendicano il diritto di essere inseriti correttamente in entrambe le graduatorie e di poter scegliere la tipologia di licenza in base alla posizione effettiva ottenuta per punteggio.

Secondo i rappresentanti dei ricorrenti, la soluzione proposta dal Campidoglio non rispetterebbe pienamente il principio sancito dal TAR: centralità del merito e libertà di opzione conseguente alla posizione in classifica.

Se non si troverà un accordo, un nuovo ricorso amministrativo potrebbe congelare ulteriormente l’assegnazione definitiva delle licenze, rallentando il potenziamento del servizio pubblico non di linea in una città che continua a fare i conti con carenze strutturali nel trasporto urbano.


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