Benvenuto 2013 e felice anno nuovo a tutti

Il Capodanno festa fra tradizioni e ricorrenze tra cui la Giornata Mondiale della Pace e l'anniversario della Costituzione Italiana
di Luciano Di Pietrantonio - 31 Dicembre 2012

“Indovinami, indovino, tu che leggi nel destino: l’anno nuovo come sarà? Bello, brutto o metà e metà? Trovo stampato nei miei libroni che avrà di certo quattro stagioni, dodici mesi, ciascuno al suo posto, un carnevale e un ferragosto, e il giorno dopo il lunedì sarà sempre martedì. Di più, per ora, non trovo nel destino dell’anno nuovo: per il resto anche quest’anno sarà come gli uomini lo faranno.”

In questa filastrocca, dal titolo “L’Anno Nuovo”, Gianni Rodari, (scrittore, e autore specializzato in testi per bambini, morto a 60 anni, nel 1980), cerca di spiegare ai suoi giovanissimi lettori, prevalentemente studenti, il senso del nuovo anno che implicitamente richiama il Capodanno e come gli uomini si comporteranno. Evidentemente la pedagogia di Rodari utilizzava anche molti paradossi, per far conoscere e spiegare il calendario.

Capodanno è la festa, internazionale e religiosa, celebrata in tutto il mondo, perché è l’avvenimento che certifica l’inizio del nuovo anno.
Nel mondo moderno, cade il 1°gennaio del calendario gregoriano, in uso ai fini civili, in tutto il mondo, e nella larghissima maggioranza degli Stati è un giorno di festa. Le origini risalgono ai riti del dio romano Giano.

Per secoli, in modo particolare nel Medioevo, il contrasto fra il calendario giuliano e quello gregoriano e le tante usanze, consuetudini e tradizioni, in paesi come la Spagna e la Francia, oltre a diverse città e regioni italiane, il Capodanno, faceva sì che venisse festeggiato in date diverse dal 1° gennaio. E ciò determinava una sorta di “anarchia e confusione dei calendari”.

Solo nel 1691 papa Innocenzo XII riuscì a far riconoscere, anche ai protestanti, superando le diverse interpretazioni, il calendario del suo predecessore (papa Gregorio XIII, nel 1582) stabilendo che l’anno dovesse cominciare il 1° gennaio, cioè secondo lo “stile moderno o della Circoncisione”. L’adozione universale del calendario gregoriano fece sì che anche la data del 1° gennaio, come inizio dell’anno, divenisse universale.

Nella tradizione moderna il 1° gennaio segna l’inizio di un nuovo periodo, che solitamente inizia una settimana dopo Natale ed è dedicato al riepilogo dell’anno appena trascorso, sull’onda specialmente dei mezzi di comunicazione che spesso pubblicano articoli o trasmettono notizie e informazioni, su quanto è avvenuto durante l’ultimo anno, gli elenchi delle persone più in vista, di quelle decedute durante l’anno appena terminato, i cambiamenti annunciati o prevedibili nel nuovo anno e l’oroscopo dell’anno che verrà.

Questo giorno è in molti luoghi una festa religiosa di precetto (la Solennità di Maria SS. Madre di Dio, per la Chiesa cattolica, che segue la forma ordinaria del rito romano e la Circoncisione di Gesù per chi segue il rito ambrosiano); ma anche un’occasione per celebrare la notte di passaggio tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, che si festeggia con il veglione di Capodanno. In quasi tutte le città del mondo si sparano i tradizionali fuochi artificiali e da qualche decennio, per dare maggiore importanza al Capodanno, si organizzano grandi concerti di musica all’aperto.

Molti la considerano anche un’occasione per formulare dei buoni propositi per il nuovo anno.

La tradizione italiana, è complessa, perché prevede rituali scaramantici per il primo dell’anno. Si è soliti vestire biancheria intima di color rosso, gettare dalla finestra oggetti vecchi o inutilizzati (per fortuna questa usanza è stata quasi completamente rimossa). Dal punto di vista gastronomico le lenticchie con il cotechino o lo zampone, vengono mangiate a cena il 31 dicembre come auspicio di ricchezza per l’anno nuovo. Inoltre una vecchia usanza prevede il bacio sotto il vischio in segno di auguri.

Il Capodanno è una festa presente in tutto il mondo, le eccezioni sono per Israele che, pur usando il calendario gregoriano, non celebra il 1° gennaio come festa pubblica; la ragione ufficiale è che essa nascerebbe come festa della Chiesa Cristiana. Il Capodanno cinese o lunare si festeggia in alcuni paesi dell’estremo oriente (tra cui Cina, Corea, Giappone, e altre realtà minori) in corrispondenza del novilunio che cade tra il 21 gennaio ed il 19 febbraio.

Le ricorrenze collegate al 1° gennaio sono molte, ma le due più significative sono certamente: la “Giornata Mondiale della Pace” e la “Costituzione della Repubblica Italiana.”

Con felice intuizione papa Paolo VI, con un messaggio datato 8 dicembre 1967, istituiva la “Giornata Mondiale della Pace” che è stata celebrata per la prima volta il 1° gennaio 1968. Scopo della Giornata è dedicare il giorno di Capodanno alla riflessione ed alla preghiera per la pace. Da quell’anno il Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica invia, ai Capi delle Nazioni e a tutti gli uomini di buona volontà, un messaggio che invita alla riflessione sul tema della pace.

Significativo il discorso di Paolo VI a Capodanno del 1968; egli tra l’altro affermò: “Sarebbe Nostro desiderio, che poi ogni anno, questa celebrazione si ripetesse come augurio e come promessa – all’inizio del calendario che misura e descrive il cammino della vita umana nel tempo – che sia la Pace con il suo giusto e benefico equilibrio a dominare lo svolgimento della storia avvenire”.

Da quella data sono stati inviati 45 Messaggi  tutti messaggi legati alla pace nelle diverse declinazioni: dalle persone, ai territori, alla fratellanza, alla libertà, ai diritti umani, allo sviluppo, alla solidarietà, ecc.; Paolo VI, ha celebrato 11 Giornate della Pace; 26 Giovanni Paolo II e 7 Benedetto XVI.

Per la celebrazione della 46° Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio 2013, Papa Benedetto XVI ha scelto il tema: “Beati gli operatori di pace”. “Il Messaggio abbraccerà la pienezza e molteplicità del concetto di pace, a partire dall’essere umano: pace interiore e pace esteriore, per poi porre in evidenza l’emergenza antropologica, la natura e incidenza del nichilismo e, a un tempo, i diritti fondamentali, in primo luogo la libertà di coscienza, la libertà di espressione, la libertà religiosa. Il Messaggio, inoltre, offrirà una riflessione etica su alcune misure che nel mondo si stanno adottando per contenere la crisi economica e finanziaria, l’emergenza educativa, la crisi delle istituzioni e della politica, che è anche – in molti casi – preoccupante crisi della democrazia.”

Il 1° gennaio 2013 ricorre il 65° anniversario dell’entrata in vigore della “Costituzione della Repubblica Italiana” che è la legge fondamentale dello Stato e fondativa della Repubblica italiana. Fu approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947, un esemplare originale della Carta Costituzionale è conservata presso l’archivio storico della Presidenza della Repubblica.

Lo Statuto albertino concesso a tutti i territori del Regno d’Italia progressivamente annessi nel corso delle guerre d’indipendenza fu decretato da Carlo Alberto di Savoia e rimase in vigore, sostanzialmente, per quasi 100 anni, dal 4 marzo 1848 al 1° gennaio 1948, quando entrò in vigore la costituzione repubblicana.
La nostra Costituzione, definita anche la “legge delle leggi” è un patrimonio straordinario di diritti, di principi e di idee, è la sintesi più alta che un paese appena uscito dal più tremendo conflitto che la storia ricordi, potesse darsi. Un testo ricco, fecondo, ma che “ non cammina da solo,” che ha bisogno di noi, delle nostre gambe e delle nostre teste per continuare a vivere nelle pieghe più profonde del nostro Paese, che ha bisogno di memoria e di futuro.

La nostra Costituzione che ci ha permesso di ritornare a splendere nell’alveo dei grandi popoli liberi, da un lato delinea gli Organi dello Stato, definendone i limiti invalicabili posti a garanzia delle libertà civili e politiche dei cittadini, configura una versione storicamente ben definita del tradizionale sistema democratico – parlamentare, ma dall’altro lato, predispone diritti e doveri a tutela dei nuovi rapporti, tra cittadino e Stato democratico.

In questo contesto si colloca  il valore del 1° gennaio, o del Capodanno, il desiderio di porre una netta divisione tra passato e l’avvenire, l’anno che finisce e quello che deve sorgere, le tradizioni e le ricorrenze. Il riflettere, su alcune date del calendario, tante volte ci rende migliori, ci fa comprendere il senso della vita, e forse ci aiuta a superare tante difficoltà che la quotidianità ci prospetta in continuazione.  


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