Berlusconi versus Grillo – Senza vergogna – E adesso, pover’uomo? – Attenzione a non andare oltre le cinque stelle

Fatti e misfatti di maggio 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 23 Maggio 2012

Berlusconi versus Grillo

"Per arrestare il "fenomeno Grillo" – se n’è uscito Silvio Berlusconi – bisognerebbe trovare una persona che dica più cazzate di lui".

Qualcuno – chissà? – potrebbe anche chiedersi: "Che cos’è, l’annuncio di una nuova discesa di Silvio nella politica attiva?"

Senza vergogna

"Alfano – ha invitato il "reggente" della Lega nord, Roberto Maroni – molli il Governo tecnico di Mario Monti e poi possiamo rimetterci a discutere".

Ma come fa il "reggente" Roberto Maroni a dettare condizioni al Pdl quando il Pdl, l’altro giorno, ha strappato alla Lega Nord perfino quel Cassano Magnago dove il "presidente" Umberto Bossi è nato e vissuto fino all’età di venti anni? Lega nord senza più Cassano Magnago, dunque, ma anche senza vergogna.

E adesso, pover’uomo?

"Io rispetto tutti gli avversari – aveva detto, alla vigilia dei ballottaggi, il candidato Pd a sindaco di Parma, Vincenzo Bernazzoli – ma la sfida con il candidato del movimento "5 stelle" sarà come giocare la finale di "Coppa Italia" contro una squadra di Serie B".

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E adesso che, invece, la squadra di Serie B ha vinto anche alla grande? Adesso, pover’uomo?

Attenzione a non andare oltre le cinque stelle

"Vincitori, presunti vincitori, sconfitti, semisconfitti – è stato sufficiente leggere i giornali dopo i ballottaggi delle elezioni amministrative parziali del 5 e 6 maggio – è stata un’orgia di dichiarazioni".

Fra i dichiaranti, però, è mancata la voce di chi si è dimostrato la vera maggioranza: quella degli astenuti. L’augurio, allora, è che i partiti – vincitori, presunti vincitori, sconfitti, semisconfitti – abbiano percepito ugualmente quella voce silenziosa. E si siano convinti che non è più possibile rinviare il cambiamento. Il cambiamento del "sistema politica", il cambiamento del loro essere pubblico e privato, il cambiamento dei loro dirigenti, il cambiamento dei candidati da presentare ad ogni carica amministrativa. Anche perché – ormai è certo – gli italiani si sono stancati di brutto delle loro varie brutture. E, se questa volta hanno fatto vedere loro soltanto le cinque stelle di Beppe Grillo, alle prossime elezioni politiche farebbero sicuramente vedere loro tutte le stelle del firmamento. In modo non romantico, naturalmente, ma doloroso. Molto doloroso.


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