Una biblioteca pubblica per Tor Sapienza

Lo chiedono i cittadini e il gruppo scout Roma 108

L’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo -Mandela-

Per poter educare, bisogna amare e bisogna essere. Si educa al meglio con quel che si è, con l’esempio. L’educazione è l’esempio, è la traccia che lasciamo dietro di noi.

Una traccia indelebile è proprio ciò che vogliono lasciare i ragazzi più grandi del gruppo scout di Tor Sapienza, il Roma 108 che, presente attivamente nel territorio da 40 anni, si  pone come obiettivo la formazione integrale della persona secondo i principi ed i valori dello scoutismo stesso.

17240Con l’obiettivo fermo di “essere cittadini attivi” i ragazzi hanno deciso di partire dal loro quartiere focalizzando l’attenzione su ciò che maggiormente necessitano i giovani e ricercando cosa è in grado di offrire a suoi residenti. Dopo un’attenta analisi della realtà circostante hanno pensato e valutato cosa potessero fare in merito.

Il lavoro è partito con un’inchiesta. I ragazzi hanno elaborato un questionario che pone l’attenzione sulle realtà presenti nel quartiere e in particolare sulle realtà parrocchiali, realtà utili alla crescita dei bambini, chiedendo anche cosa vorrebbero in più  e indagando sulle realtà pericolose. Il questionario è stato sottoposto a ragazzi, ai genitori del quartiere e agli aducatori (suore, catechisti, capi scout, professori, responsabili dell’oratorio).

Da un aperto confronto con gli intervistati è emerso che nel quartiere manca un luogo di aggregazione all’infuori dell’oratorio o di realtà legate alla parrocchia. Inoltre Tor  Sapienza non è ritenuto sicuro né dai genitori né dai ragazzi che vorrebbero, inoltre, maggiori servizi pubblici e strutture sportive e ludiche. Non c’è una biblioteca e ci sono molti spazi inutilizzati, come ad esempio gli edifici in via Appiani o l’ex presidenza del S.M.S. Salvo D’Acquisto sita nel cortile interno della stessa.

COSA  VOGLIONO FARE GLI SCOUT?

Dalla valutazione generale dei dati raccolti dall’inchiesta e dall’intervista, i ragazzi  hanno  scelto di intervenire nel quartiere riportando agli occhi degli enti predisposti l’emergente richiesta da parte dei cittadini dell’apertura di una Biblioteca  pubblica.

Una biblioteca in risposta ad un bisogno generale espresso dai cittadini del quartiere:  l’apertura della biblioteca, luogo di cultura ed approfondimento culturale, assicurerà un punto di ritrovo e di studio per i ragazzi, facilitando l’aggregazione e l’integrazione di coloro che alle volte posso sentirsi esclusi da parte degli stessi coetanei delle dinamiche scolastiche.

I ragazzi del clan Merak del Roma 108 che ha osservato, dedotto e agito, ringrazia!


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