Blackout in diversi quartieri di Roma: “dormiamo con 30 gradi in casa”. Il racconto dalle zone più colpite

Da Monteverde a Centocelle, passando per la via Tuscolana e i palazzoni di Tor Bella Monaca, la città è ostaggio di diverse interruzioni di corrente a macchia d'olio

Non basta l’afa asfissiante che da giorni ha trasformato la Capitale in una succursale del Sahara, con il termometro che sfiora costantemente i 40 gradi anche all’ombra. A mettere in ginocchio migliaia di famiglie romane adesso ci sono anche i blackout della rete elettrica.

Da Monteverde a Centocelle, passando per la via Tuscolana e i palazzoni di Tor Bella Monaca, la città è ostaggio di diverse interruzioni di corrente a macchia d’olio. Cabine elettriche e cavi sotterranei, letteralmente cotti dal calore del sottosuolo e sovraccaricati dal boom di condizionatori accesi al massimo, stanno saltando uno dopo l’altro, lasciando alcuni quartieri al buio e senza un filo d’aria per ore.

Le segnalazioni giunte alla nostra redazione disegnano una mappa del disagio che unisce idealmente la periferia e i quartieri storici: Monteverde, Colli Aniene, Centocelle, Tor Bella Monaca, Tuscolano, Casal Bertone, Ostiense e San Paolo. Per moltissimi romani, le quattro mura domestiche si sono trasformate in trappole roventi.

Stanze come forni e cibo da buttare: le storie nei quartieri

A Monteverde la luce è mancata per diverse ore e gran parte della notte.

«Siamo rimasti senza corrente per divere ore», racconta esasperata una residente. «In casa avevamo 35 gradi fissi e non c’era modo di rinfrescare nemmeno una stanza. Abbiamo dormito con le finestre spalancate sperando in un alito di vento, ma l’aria fuori era calda come quella di un forno».

Spostandosi a Colli Aniene, il blackout si traduce nell’isolamento dei più anziani. Un pensionato racconta il suo isolamento forzato: «L’ascensore è rimasto fermo per ore e io vivo all’ottavo piano. Ho dovuto rinunciare a uscire perché sapevo che non sarei mai riuscito a risalire a piedi. Come se non bastasse, è mancata pure l’acqua calda perché l’autoclave del palazzo senza elettricità si spegne».

Oltre al disagio fisico, c’è il danno economico. A Centocelle diverse famiglie si sono ritrovate con i congelatori spenti e le scorte alimentari distrutte: «Ho dovuto buttare cibo, latte e tutti i surgelati», spiega il capo di una famiglia numerosa.

L’incubo dei malati legati ai macchinari salvavita

Se per molti la mancanza di corrente significa “solo” sudore e cibo deteriorato, nei quartieri più popolari come Tor Bella Monaca la situazione assume i contorni del dramma sanitario.

Gli anziani soli: «Mia madre ha 87 anni e soffre di problemi respiratori. Con questa canicola non può stare senza climatizzatore», racconta una donna del quartiere. «Siamo riusciti a trasferirla temporaneamente da alcuni parenti in provincia, ma chi non ha questa fortuna come fa? In queste condizioni il blackout diventa un pericolo di vita».

Le apparecchiature elettromedicali: La paura più grande corre sul filo dell’ansia per chi, nel quadrante sud della città, assiste in casa malati cronici dipendenti da ventilatori polmonari o macchinari per la dialisi.

Ogni volta che la luce salta, scatta il panico: le batterie interne degli apparecchi hanno un’autonomia limitata e l’incertezza sui tempi di ripristino della linea elettrica trasforma l’attesa in un incubo.

Situazione sempre più difficile

Anche a San Paolo e Ostiense i cittadini parlano di una situazione sempre più difficile da sostenere. «Il problema non è solo il caldo», osserva un residente. «È l’incertezza. Nessuno sa quando tornerà la corrente e nel frattempo la casa diventa invivibile». 

La spiegazione di Areti: «Consumi record per il caldo, tecnici al lavoro in tutta la città»

Interpellata dalla redazione di abitarearoma.it per fare chiarezza sui numerosi blackout che negli ultimi giorni stanno interessando diversi quartieri della Capitale, Areti ha spiegato che all’origine dei disservizi c’è il forte incremento della domanda di energia elettrica provocato dall’ondata di caldo che sta investendo la città.

Secondo la società che gestisce la rete di distribuzione elettrica romana, “le temperature elevate registrate nelle ultime settimane hanno determinato un aumento significativo dei consumi, legato soprattutto all’utilizzo continuo di condizionatori e sistemi di raffrescamento“.

“A incidere sulla tenuta della rete, -precisa l’azienda- non sono soltanto le massime diurne vicine ai 40 gradi. Anche le temperature notturne, che negli ultimi giorni hanno raggiunto i 26 gradi, hanno contribuito a rendere più critica la situazione. L’assenza della normale escursione termica, infatti, non ha consentito ai cavi elettrici di raffreddarsi nelle ore notturne, aumentando lo stress delle infrastrutture e rendendo più complessa la gestione dei picchi di carico”.

Per fronteggiare l’emergenza, Areti riferisce di aver potenziato il proprio dispositivo operativo. Attualmente sono impegnati sul territorio circa 600 tecnici e 85 gruppi elettrogeni, mobilitati per intervenire nel minor tempo possibile sui guasti e ripristinare la fornitura di energia nelle aree interessate.

La società ha inoltre attivato una doppia cabina di regia, operativa anche durante i fine settimana, con il compito di monitorare costantemente la rete elettrica, coordinare gli interventi delle squadre sul territorio e gestire in tempo reale mezzi, materiali e personale impiegato nelle operazioni di ripristino.

Nel ribadire il massimo impegno per ridurre i tempi dei disagi, Areti rivolge infine un appello ai cittadini, invitandoli, laddove possibile, a contenere i consumi di energia nelle fasce orarie di maggiore richiesta, così da contribuire ad alleggerire il carico sulla rete elettrica in una fase particolarmente delicata.

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