Blitz sulla Metro C: 7 arresti per droga e un’attività chiusa per carenze igieniche

Controlli a tappeto tra Tor Bella Monaca e Torre Angela. In manette padre e figlio: nascondevano cocaina e hashish in casa

I nodi di scambio della linea C della metropolitana tornano sotto la lente dei Carabinieri. Fermate e parcheggi, luoghi dove il via vai dei pendolari offre spesso copertura alla microcriminalità, sono stati al centro di una vasta operazione di controllo che ha portato a una raffica di arresti per droga e alla chiusura di un’attività irregolare.

L’episodio più rilevante si è verificato alla fermata Due Leoni–Fontana Candida. Qui i militari hanno notato un’auto sospetta nel parcheggio della stazione: a bordo due giovani, di 18 e 20 anni, trovati in possesso di hashish, marijuana e oltre 1.300 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

I controlli si sono poi estesi alle abitazioni, facendo emergere un quadro ancora più grave. In casa del 18enne, all’interno della camera da letto del padre, i Carabinieri hanno scoperto oltre un etto di cocaina.

L’uomo, un 46enne già sottoposto agli arresti domiciliari, è stato arrestato insieme al figlio. Entrambi sono stati trasferiti nel carcere di Rebibbia.

I controlli “stazione per stazione” hanno continuato a dare risultati anche nelle fermate successive della linea. A Grotte Celoni un 46enne romano è stato bloccato mentre tentava di allontanarsi con 82 dosi di cocaina già pronte per lo spaccio.

Tra Torre Gaia e Torre Angela sono invece finiti in manette due cittadini stranieri: un tunisino trovato con 47 grammi di hashish e un iracheno in possesso di 75 involucri di crack.

Nel corso delle verifiche è emersa anche una violazione delle misure restrittive: un 25enne romano, che avrebbe dovuto trovarsi agli arresti domiciliari, è stato sorpreso in strada senza alcuna autorizzazione ed è stato nuovamente arrestato.

L’operazione non si è limitata al contrasto allo spaccio. In via Prenestina, i Carabinieri, insieme agli ispettori della Asl Roma 2, hanno effettuato un’ispezione in un’associazione gestita da un cittadino indiano.

L’attività è stata chiusa con effetto immediato per gravi carenze igienico-sanitarie, somministrazione abusiva di cibi e bevande e totale assenza dei requisiti strutturali minimi e dei piani di autocontrollo previsti dalla normativa.

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