Bollette elettriche cresciute in 10 anni di 177 euro a famiglia

Legambiente con un Dossier fa luce sull'argomento
di Concetta Di Lunardo - 30 Maggio 2012

Crescono a dismisura le bollette elettriche secondo i dati dell’Autorità per l’energia. La spesa annua delle famiglie per l’elettricità è cresciuta del 52,5% tra il 2002 e il 2012, passando da 338,43 a 515,31 euro. Un aumento di 176,88 euro a famiglia.
Tra le cause, l’andamento del prezzo del petrolio e le importazioni di fonti fossili dall’estero (importiamo il 97% del petrolio, gas e carbone).

Un Dossier di Legambiente fa chiarezza sull’aumento delle bollette elettriche e corregge il tiro rispetto alle notizie circolate negli ultimi mesi rispetto ai costi delle rinnovabili, in particolare del fotovoltaico.
I grafici elaborati dall’associazione mostrano che: “l’aumento delle bollette delle famiglie segue esattamente l’andamento della voce, energia e approvvigionamento, ossia quella legata alle importazioni di fonti fossili e alla loro trasformazione in energia elettrica. Nelle bollette, questa voce è, infatti, semplicemente decollata, passando da 106,06 euro a 293,96: esattamente 187,36 euro in più a famiglia, con un aumento del 177,2%. E’ vero che è cresciuto anche il costo delle fonti pulite. Secondo i dati aggiornati dell’Autorità per l’energia, in questo mese di maggio si può stimare una spesa annua in bolletta legata alle fonti rinnovabili di 67 euro, pari al 13,1%, dei complessivi 515 euro che mediamente paga una famiglia italiana”.

“Va tenuto d’occhio anche questo aumento – commenta Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente – ma è uno strabismo e una chiara ipocrisia lanciare allarmi sulle rinnovabili ignorando l’87% della bolletta e le ragioni degli aumenti di questi anni. Se si vuole veramente aiutare le famiglie e le imprese, occorre ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e dall’estero e premiare, invece, gli investimenti in efficienza energetica e sviluppo delle rinnovabili. Oltre a fare in modo che il mercato dell’elettricità funzioni veramente, verificando che la concorrenza nell’offerta ci sia veramente e premiando le tecnologie più efficienti”.

In sintesi, per ridurre le bollette elettriche, secondo l’associazione ambientalista, la prima cosa da fare è lavorare sulle rinnovabili: sole, vento, biomasse, acqua e geotermia che permettono di sostituire importazioni e produzione da fonti fossili.
Il secondo passo è fare pulizia tra le voci che concorrono a formare il costo in bolletta. Un esempio sono i diversi oneri che si pagano nella voce “oneri generali di sistema” per la messa in sicurezza dei siti nucleari, per i regimi tariffari speciali alle Ferrovie, ma anche tutti i sussidi legati alle fonti “assimiliate” e quindi inceneritori e raffinerie.
Il terzo intervento necessario riguarda la garanzia di una vera concorrenza nel mercato elettrico, in modo da controllare ed evitare cartelli sui prezzi.
Infine, occorre premiare i risparmi realizzati da aziende e famiglie.


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