Boxe: Lagrange stracolmo per la vittoria di Muhamed Alì Ndiaye

A lui il titolo internazionale IBF dei pesi supermedi
di Giuseppe Leali - periferiesulring.net - 15 Marzo 2007

1,2- Muhamed Alì Ndiaye. Foto sono di Fabrizio Farese

Un altro bel venerdi sera di boxe è andato in scena a Roma il 9 marzo, al Palazzetto Lagrange in via Vertumno, incentrato sul match di Mouhamed Alì Ndiaye valido per il titolo internazionale IBF dei pesi supermedi.

La manifestazione sportiva, oraganizzata dalla BBT di Davide Buccioni, ha offerto al pubblico della boxe romana un evento ricco di incontri di buon livello, con una buona scelta degli avversari per i pugili italiani.

Il sottoclou dei professionisti, si apre con l’incontro, sulla distanza di sei riprese, fra i pesi leggeri Simone “Chico” Califano (3-0, 2ko) e Bodgan Mutu (1-3, 1ko).

Il guardia destra Mutu dimostra subito di non avere alcun timore dell’avversario e si propone con sinistri a guardia bassa,  mentre Califano resta più guardingo e studia il suo avversario. Mutu prosegue nella sua strategia di girare per il ring per poi partire con il sinistro, ma il pugile italiano coglie il momento favorevole e con un gancio al corpo pone fine all’incontro per ko a 2:50 del primo round e coglie un’altra vittoria con finale spettacolare.

La serata prosegue con il match fra i pesi welter Vittorio Oi (4-1, 1ko) e Gheorghe Lungu (2-1-1, 1ko).

Oi, nonostante le quattro riprese previste, cerca di studiare il suo avversario usando il jab, al contrario di Lungu che cerca subito di affondare i colpi e con una serie di due ganci manda al tappeto Oi che, però, non viene contato dall’arbitro.

Il primo round prosegue con il pugile italiano che mantiene una condotta attenta e il rumeno che boxa spigoloso, mettendo anche a segno un destro che farà sanguinare il naso per tutta la durata dell’incontro al suo avversario.

Adotta Abitare A

Nel secondo round la situazione resta invariata. Oi rimane attento e insiste con il jab, mentre Lungu carica i colpi e cerca di aprire la guardia dell’italiano con una combinazione di corti ganci al corpo e al viso, accusando anche un gancio sinistro al quale, più tardi, replica con un forte destro.

Sia nella terza che nella quarta ripresa Oi prova a cambiare le sorti dell’incontro cambiando guardia e invitando il suo avversario a scambiare colpi. Mutu coglie l’invito ma nei clinch si rende protagonista di qualche testata a mio giudizio ben poco involontaria. In chiusura il nostro atleta centra qualche colpo, fra cui un ottimo gancio sinistro, ma Mutu risponde con una combinazione di due ganci al corpo e gancio sinistro in uscita.

Il verdetto dei giudici premia giustamente Mutu, che interrompe il record di vittorie del pugile italiano, il quale avrebbe potuto aver ragione del suo avversario.

Nella pausa che precede l’atteso incontro di Mouhamed Alì Ndiaye, il promoter e organizzatore della riunione Davide Buccioni sale sul ring per un breve intervento, nel quale ringrazia il pubblico romano per la cospicua affluenza e per la costanza con la quale segue le manifestazioni pugilistiche. Lo stesso Boccioni, subito dopo, invita sul ring Nino Benvenuti (anche ieri sera presente in qualità di commentatore per Rai Sport Sat) ed in compagnia del grande campione annuncia il prossimo evento in programma, ovvero l’incontro di Daniele Petrucci per il titolo europeo previsto per il 18 maggio a Roma.

Eccoci giunti al main event della serata.

Mouhamed Alì Ndiaye (11-0-0, 7ko) affronta per il titolo internazionale IBF dei pesi supermedi il pugile bielorusso Sergey Khomitsky (17-3-1, 5ko).

Nel primo round i due atleti si studiano.

Ndiaye, favorito dal maggiore allungo, tiene a bada il suo avversario e prova qualche combinazione, mentre il pugile bielorusso prova ad accorciare la distanza.

Nella seconda ripresa i due contendenti provano a scambiare e Khomitsky prontamente incrocia i colpi sulle combinazioni di Ndiaye, che cerca di sfruttare la differenza di allungo partendo da lontano con il montante.

Il terzo round vede Khomitsky andare all’attacco con l’uso del gancio destro e cercare il bersaglio grosso, soprattutto nelle azioni ravvicinate. L’atleta italiano prosegue nella sua azione di sbarramento con l’uso del montante. Nello stesso senso proseguono anche le due riprese successive, che si concludono a favore del pugile di casa.

Nella sesta ripresa Ndiaye, che accusa una perdita di sangue dal naso, cerca di imporsi con l’uso di larghi ganci e diretti d’incontro, Khomitsky lo costringe in qualche occasione alle corde ma la sua azione viene interrotta da qualche clinch. 

Il pugile bielorusso sembra non voler cambiare tattica e insiste nel cercare la corta distanza, spesso con la testa un po’ bassa (e decorata da qualche ematoma…).

Ndiaye va a segno con qualche combinazione e subisce qualche colpo d’incontro.

I due pugili continuano anche a legare, ma Khomitsky nel settimo round esagera e spedisce fra le corde il suo avversario.

Ndiaye, nel corso della nona ripresa, cerca di frenare l’azione di Khomitsky scambiando a viso aperto, ma il suo esperto avversario insiste nel legare e viene  richiamato dall’arbitro per aver posto il suo guantone sulla bocca di Ndiaye, impedendogli di respirare.

Il decimo round prosegue con l’atleta italiano che gira per il ring e sfugge agli attacchi di Khomitsky, il quale accusa la fatica del match ed è centrato da un potente gancio sinistro. 

Ndiaye intravede la possibilità della soluzione prima del limite e lo insegue per proseguire la sua azione, ma il pugile bielorusso, seppur stordito dal colpo ricevuto, riesce a rifugiarsi nell’ennesimo clinch  e a portare a termine la ripresa.

Ndiaye prosegue in attacco sia l’undicesimo che il dodicesimo round, aumentando il ritmo e andando a segno in molte occasioni. Khomitsky, riesce ancora ad evitare i larghi ganci e a colpire d’incontro in alcune occasioni, ma ciò non è sufficiente per permettergli di guadagnarsi le ultime due riprese. Buona, ma non ottima la prestazione di Ndiaye che dovrà correggere alcune piccole inesperienze se vorrà imporsi, un giorno, a livello internazionale.

I giudici, comunque, assegnano la vittoria ai punti con verdetto unanime al coloured di Pontedera, con i seguenti punteggi :

Montella 115-113 Fratini 116-112 Tagliamonte 115-113

La chiusura della serata è affidata al welter romano Daniele “Bucetto” Petrucci (17-0-0, 8ko), che affronta sulla distanza delle sei riprese Zoran Didanovic (9-12-0, 4ko).

Petrucci, in grande forma fisica e mentale, chiude l’incontro per ko nella seconda ripresa in un match a senso unico.



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