Bracciano: Al Consiglio comunale il caso della ditta Cilia di Trasporto Pubblico Urbano

Approvata all’unanimità una mozione, diffidata la società a ripristinare il servizio. Sì del Consiglio alla perizia per la vendita della farmacia comunale
Enzo Luciani - 12 Dicembre 2012

Unanimità nella seduta di Consiglio Comunale di Bracciano che si è tenuto il 10 dicembre 2012 sulla mozione proposta dal presidente dell’assise Maurizio Capparella riguardante la vicenda della società che ha in gestione il servizio di trasporto pubblico. La ditta Cilia che non riceve da tempo i pagamenti spettanti dalla Regione Lazio e i cui lavoratori non ricevono stipendi da cinque mesi, da ieri ha sospeso il servizio che a Bracciano interessa circa un migliaio di utenti al giorno.

Dopo la testimonianza diretta di uno dei lavoratori, Paolo Ercoli, al quale è stata data la parola, il Consiglio ha approvato la mozione con la quale si chiede all’amministrazione comunale di farsi carico “presso la Regione Lazio di tutte le istanze necessarie per ripristinare al più presto le condizioni utili a rispondere ai bisogni dell’utenza ed in particolare restituire la dignità ai lavoratori della ditta”. Con la mozione si chiede inoltre “che l’amministrazione stessa verifichi tutte le possibili opportunità per ristabilire le condizioni di esercizio previste al momento della stipula del contratto con la ditta Cilia”.

 

Nel documento si precisa inoltre che “l’amministrazione comunale, davanti all’evidente responsabilità della giunta regionale dimissionaria che, con la propria inadempienza ha colpito il nostro comune con circa 1.000 utenze tra anziani, studenti e lavoratori che quotidianamente usufruiscono del trasporto pubblico comunale, ha intrapreso ogni azione utile per evitare la sospensione del servizio, anche con il pagamento di tutto ciò che era di sua competenza”. Nel corso della discussione, infatti, il sindaco Sala ha precisato che il Comune ha provveduto a versare tutto l’importo riguardante l’Iva con l’augurio che ciò potesse aumentare le disponibilità economiche della società. Riguardo questa vicenda questa mattina il Comune ha inoltrato una formale diffida alla ditta a ripristinare il servizio.

 

Il Consiglio è poi proseguito con la ratifica di alcune delibere di giunta riguardanti il Bilancio sulle quali ha relazionato l’assessore competente Claudio Ciervo. Una ha riguardato i movimenti contabili susseguenti alla erogazione di contributi regionali per assistenza abitativa relativi all’anno 2010. Un’altra entrata ha riguardato 20mila euro di maggiori entrate provenienti da sanzioni amministrative al Codice della Strada. Come richiesto poi dal ministero competente il Consiglio ha proceduto ad una modifica del Regolamento Imu prevedendo che la imposta sia pagata “dall’ex coniuge assegnatario”.

Il Consiglio ha poi approvato a maggioranza la perizia di Massimo Caramante riguardo la programmata alienazione della farmacia comunale che stabilisce a un milione e 798mila la base d’asta. Alle dichiarazioni delle minoranze che hanno ribadito la contrarietà alla vendita della farmacia, il sindaco Sala ha sottolineato: “anche noi siamo contrari” aggiungendo poi di aver tentato invano di trovare soluzioni per il suo mantenimento nel patrimonio comunale.

 

“Una norma europea sopravvenuta non ci ha consentito di creare una società di gestione pubblico/privato della farmacia per la quale sarebbe stato necessario convenzionarsi con altri Comuni per la gestione dello stesso servizio. Al riguardo abbiamo avuto contatti con Campagnano di Roma” ha precisato il sindaco. “Altre norme, come il divieto di stabilire studi medici presso farmacie comunali – ha sottolineato poi Sala – penalizzano il pubblico rispetto al privato”. Sala ha poi ricordato la opzione effettuata per la quarta farmacia.

 


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