Buche, passi carrabili e fermate bus: la ciclabile di via Agnelli finisce sotto esame tecnico dopo l’esposto Lega

Ispettorato del Campidoglio e vigili urbani esaminano il tracciato da 380mila euro nel Municipio XII

Non accenna a placarsi la bufera politica e urbanistica attorno alla tormentata pista ciclabile di via Virginia Agnelli, nel quadrante del Municipio XII.

Ieri mattina, i tecnici del Dipartimento Mobilità Sostenibile di Roma Capitale, i funzionari municipali e le pattuglie della Polizia Locale hanno effettuato un lungo sopralluogo ispettivo lungo l’intero tracciato.

L’ispezione, nata per verificare la reale pericolosità dell’infrastruttura, è scattata a seguito di un dettagliato esposto-dossier depositato dalla Lega, corredato da rilievi ingegneristici che mettono in dubbio la regolarità dei cantieri costati alle casse pubbliche circa 380 mila euro.

Per il Carroccio, l’opera — sbandierata dalla maggioranza come un successo della transizione ecologica — si starebbe rivelando in realtà una trappola quotidiana sia per i ciclisti, costretti a gimcane continue, sia per i pedoni, privati dei loro spazi vitali sul marciapiede.

Il dossier degli orrori: corsie strette un metro e barriere per i disabili

A guidare la protesta durante il sopralluogo sono stati Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Campidoglio, Giovanni Picone, capogruppo in Municipio XII, e la coordinatrice romana Valeria Campana.

Le criticità messe a verbale e trasmesse agli uffici tecnici evidenziano una serie di paradossi strutturali e “salti” di corsia giudicati ad alto rischio:

  • Effetto imbuto: In diversi punti nevralgici la larghezza della pista ciclabile si riduce fino a circa un metro, stringendo pericolosamente lo spazio riservato al passaggio dei pedoni, delle carrozzine per i disabili e dei passeggini;

  • Ostacoli continui: Il tracciato passa continuamente e senza una logica lineare dalla carreggiata stradale al marciapiede, intersecando ingressi condominiali, passi carrabili privati e persino le aree di manovra e rifornimento di un distributore di benzina;

  • Conflitto con il trasporto pubblico: Le corsie riservate alle biciclette tagliano a raso le banchine d’attesa e le pensiline degli autobus, creando potenziali collisioni tra ciclisti e passeggeri in discesa dai mezzi Atac.

La Lega boccia i correttivi: «Impostazione sbagliata, pronti ai giudici»

Nelle scorse settimane, la presidenza del Municipio XII aveva provato a gettare acqua sul fuoco ipotizzando una serie di “correttivi” leggeri per incrementare la sicurezza: un potenziamento dei cartelli stradali, nuova vernice catarifrangente a terra e l’installazione di rallentatori ottici e dossi di fronte ai cancelli delle abitazioni.

Una soluzione declassata a “pannicello caldo” dall’opposizione:

«Il sopralluogo dei tecnici conferma che tutte le nostre denunce erano fondate e meritavano un approfondimento urgente», dichiara Giovanni Picone. «Qui non bastano due strisce di vernice in più. L’opera è sbagliata alla radice, figlia di una progettazione ideologica priva di studi preliminari sui flussi di traffico e sull’altimetria. Chiediamo che i progettisti si assumano la responsabilità contabile di questo scempio. Se verranno spesi altri soldi pubblici per rattoppare questo tracciato senza ridisegnarlo da capo, siamo pronti a depositare un esposto formale alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica per danno erariale».

Il giallo dei parcheggi cancellati

Accanto ai nodi legati alla sicurezza stradale, l’esposto della Lega solleva ombre anche sulla gestione economica dei fondi e sul bilancio dei servizi al quartiere.

Viene chiesto un accesso agli atti mirato per fare chiarezza sull’esatto numero di posti auto lineari sacrificati e cancellati per far spazio ai cordoli della ciclabile, un taglio che ha messo in ginocchio i commercianti della zona.

La palla passa ora alla relazione formale che i tecnici capitolini stenderanno nei prossimi giorni, documento che deciderà il destino di una delle ciclabili più contestate di Roma.

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