Bufera giudiziaria su Ciardi

Nel mirino degli inquirenti 4 cene elettorali da 30.000 euro
Enzo Luciani - 7 Febbraio 2013

La scia dello scandalo Piccolo rischia di travolgere anche Giorgio Ciardi, delegato del sindaco Gianni Alemanno per le Politiche della Sicurezza, eletto nel 2008 consigliere comunale nelle liste del Pdl. Il nome di Ciardi è emerso nel corso degli accertamenti condotti dalla Finanza sui finanziamenti illeciti ai partiti. Al vaglio degli inquirenti quattro cene elettorali per cui Ciardi avrebbe speso 29mila e 840 euro. In questa vicenda figurano anche altre tre persone riconducibili alla famiglia Piccolo: Laura Magrini, Andrea Putrino e Ezio D’Angelo, assessore ai Lavori Pubblici dell’VIII Municipio.

"Ho piena fiducia nell’operato della magistratura, e sto valutando la presentazione di una memoria difensiva e di tutti gli atti che saranno utili achiarire la mia posizione e l’accertamento della verità. Mi auguro che questa vicenda possa chiarirsi nel più tempo breve possibile per evitare ombre sulla mia persona e sul mio comportamento istituzionale" afferma in una nota Giorgio Ciardi.

Nel frattempo Marco Giudici, capogruppo de La Destra al Municipio XVI chiede ad Alemanno di intervenire. "Lo scenario ipotizzato dalla Procura di Roma sul delegato alla sicurezza Giorgio Ciardi è a dir poco inquitante. – afferma . Non capisco cosa aspetta il sindaco Alemanno a revocargli il mandato. La politica del domani si deve liberare di molti personaggi ambigui e il primo cittadino deve dare l’esempio e far capire a tutti che il centrodestra capitolino può rigenerarsi da solo. E’ necessario fare una pulizia interna ben accurata, onde evitare che gli elettori scelgano la nuova classe politica votando con la matita nella mano destra e la scure in quella sinistra". 

   

 

 

   

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