Burocrazia troppo lenta, bloccato il terzo negozio Ikea a Roma

L'a.d. Lars Petersson denuncia: "Tempi lunghi e incertezza sull'apertura del nuovo store sull'Aurelia. La Capitale prenda esempio da Pisa"
di Maria Giovanna Tarullo - 4 Ottobre 2012

Ikea punta su un terzo punto vendita nella Capitale, ma la burocrazia italiana mette i bastoni tra le ruote al colosso svedese. In un momento in cui la mancanza di investimenti nel nostro paese e la carenza di posti di lavoro la fanno da padrona, la denuncia dell’amministratore delegato di Ikea Italia Lars Petersson dei problemi che l’azienda sta incontrando da ben sette anni per la realizzazione di un centro commerciale nella zona di Pescaccio, sull’Aurelia, lascia basiti visto che si tratta di un investimento da 115 milioni di euro e l’opportunità per oltre 400 persone di entrare a far parte dello staff Ikea. 

"In Italia abbiamo una quota di mercato del sette-otto per cento e c’è spazio per crescere: dopo 23 anni siamo solo all’inizio – ha sottolineato l’ad Petersson –  Ma per noi, come investitori esteri, non è accettabile lavorare con tempi così lunghi". Il nuovo progetto prevede un’insediamento di un mega-store,oltre la cintura del raccordo anulare, tra gli svincoli di via della Pisana e di via di Casal Lumbroso. di oltre 36mila metri quadri, di cui ventunomila saranno dedicati all’esposizione e alla vendita dei mobili, con un parcheggio per quasi 2500 posti auto. 

"I tempi lunghi sono un problema ma la cosa piu’ grave e’ l’incertezza –  continua il manager Ikea –  Non sappiamo quando potremo aprire, se fra tre anni, fra cinque o mai. Anche nel resto del mondo i tempi per ottenere tutte le autorizzazioni sono lunghi, ma sono mediamente la metà rispetto all’Italia."  

Per uscire "dall’inerzia burocratica" e risolvere la spiacevole situazione, l’azienda propone l’esempio di Pisa dove "la Regione si è fatta sportello unico e a quindici mesi dalla licenza a costruire ci ha consentito di posare la prima pietra del cantiere" 

"In questa situazione perdiamo tutti – ha concluso Petersson – i nostri clienti romani che lamentano un eccessivo affollamento degli altri due negozi specialmente nel fine settimana, e noi che vorremmo espanderci." 


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