

Accordo decennale tra Città Metropolitana e Campidoglio. Fondi divisi in due tranche per l'acquisto di vetture ecologiche e l'adeguamento dei depositi
Non solo autobus nuovi, ma una vera infrastruttura energetica urbana destinata a cambiare il volto del trasporto pubblico romano nei prossimi dieci anni.
Con l’approvazione dello schema di convenzione, avvenuta oggi – venerdì 23 gennaio 2026 – prende forma la roadmap degli investimenti che accompagnerà Roma nella transizione verso una mobilità sempre più sostenibile.
Il meccanismo istituzionale è definito: la Città Metropolitana di Roma Capitale sarà l’ente beneficiario dei fondi ministeriali, mentre Roma Capitale agirà come soggetto attuatore, coordinando le procedure di acquisto attraverso Atac, chiamata a rinnovare profondamente il proprio parco mezzi.
Lo stanziamento complessivo ammonta a 110,6 milioni di euro e copre l’arco temporale 2024–2033, con una programmazione scandita in due fasi quinquennali per garantire continuità e stabilità negli investimenti.
Primo quinquennio (2024–2028)
Risorse complessive: 54,7 milioni di euro
23 milioni destinati all’acquisto di autobus elettrici di ultima generazione, pensati soprattutto per il servizio urbano;
19,5 milioni per l’avvio e la sperimentazione della flotta a idrogeno, tecnologia ritenuta strategica per le tratte più lunghe.
Secondo quinquennio (2029–2033)
Risorse complessive: 55,9 milioni di euro
39,6 milioni dedicati interamente al potenziamento dei bus a idrogeno, su cui Roma intende puntare in modo strutturale per il futuro del trasporto pubblico.
Il rinnovo della flotta non potrà prescindere dalle infrastrutture. Per questo la convenzione introduce una clausola chiave: fino al 50% dei contributi dei primi tre anni di ciascun ciclo potrà essere utilizzato per realizzare le opere necessarie al funzionamento dei nuovi veicoli.
In concreto, il piano prevede:
sistemi di stoccaggio e distribuzione dell’idrogeno;
colonnine di ricarica rapida per i bus elettrici;
l’adeguamento dei depositi storici di Atac alle nuove normative di sicurezza e antincendio.
Un passaggio indispensabile per trasformare il rinnovo dei mezzi in un sistema realmente operativo.
I nuovi autobus non saranno soltanto a basse o zero emissioni. Gli standard richiesti puntano anche su sicurezza, tecnologia e inclusione:
Accessibilità universale, con pedane e dotazioni dedicate alle persone con disabilità;
Tutela del personale di guida, grazie a cabine protette e sistemi di chiamata d’emergenza;
Controllo costante, con videosorveglianza di bordo e localizzazione satellitare GPS.
Con questo piano, Roma non si limita a sostituire mezzi obsoleti, ma avvia una trasformazione strutturale del proprio sistema di trasporto pubblico.
Un percorso lungo dieci anni che intreccia sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica e sicurezza, con l’obiettivo di rendere il servizio più efficiente e affidabile per cittadini e lavoratori.
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