Caditoie sempre intasate e sesterzi romani

Ennesima prova di incapacità di chi dovrebbe assicurare un servizio essenziale alla cittadinanza
Antonio Barcella - 4 Dicembre 2019

Il 2 dicembre 2019 un post pubblicato dal CDQ Cittadini di Colli Aniene Bene Comune, in merito all’intervento prodotto dalla UOT del IV Municipio sulle caditoie del quartiere, ci ha fatto trasalire di fronte all’ennesima prova di incapacità di chi dovrebbe assicurare un servizio essenziale alla cittadinanza e invece lavora con un pressappochismo impressionante.

Nessun riferimento da parte nostra al CDQ, con il quale abbiamo collaborato per segnalare i problemi dell’impianto fognario di Colli Aniene, ma mettiamo sul banco degli imputati un sistema che non funziona. Per iniziare ad inquadrare il problema, ecco uno stralcio di detto post: “MANUTENZIONI CADITOIE – il 3 dicembre 2019 a Colli Aniene è intervenuta la UOT del IV municipio per disostruire alcune caditoie. Gli addetti hanno anche trovato una moneta di 100 lire del 1979! Oltre fango aghi di pino e fogliame. Altre caditoie verranno fatte in giornata ma il camion già ricolmo. I mezzi Canal jet con gli addetti continueranno a lavorare tempo permettendo.”

Sono anni che chiediamo un intervento sulle caditoie di Colli Aniene, segnalando quelle ostruite da anni che continuano ad essere ignorate con la conseguenza di allagamenti al minimo segno di pioggia, e quando finalmente si degnano di venire nel quartiere si tralasciano proprio i lavori più importanti.

Anche il 2 dicembre, infatti, sono state pulite caditoie che funzionavano discretamente e sono state del tutto ignorate quelle non più in grado di raccogliere le acque piovane. In particolare ce ne sono due, una davanti alla Coop in viale Franceschinin che qualche settimana fa aveva creato un nuovo lago artificiale, e un’altra in via Ruini all’angolo di via Guardati ostruita da 4 anni in seguito ai lavori di rifacimento del manto stradale.

I malfunzionamenti di queste caditoie/tombini li abbiamo segnalati in vari anni direttamente al SIMU del IV Municipio, all’assessorato Infrastrutture del Comune di Roma, alla Commissione Capitolina dei Lavori Pubblici, all’assessore Grifalchi del IV Municipio (dopo che la Commissione precedente aveva sollecitato un incontro tra le associazioni territoriali e l’assessore stesso per risolvere i problemi più urgenti), al sito “io segnalo” del Comune di Roma (che chiude i problemi dopo l’invio al Municipio senza verificare che vengano effettivamente risolti), e in diverse altre occasioni di incontri istituzionali.

Pensate che sia stato fatto qualcosa? Neppure il 1 dicembre che erano venuti con mezzi idonei (Canal Jet) si sono preoccupati di rispondere alle richieste del territorio. È un modo di fare che francamente non comprendiamo e non è assolutamente utile a riaccostare i cittadini ad una classe politica che non ha la volontà di ascoltare.

Un altro post dell’assessore Mariotti recitava: “Continuano i lavori di disostruzione delle caditoie stradali nel IV Municipio. Oggi 3 dicembre Il dipartimento S.I.M.U. ha effettuato un intervento significativo nelle 6 caditoie di Piazza di S.Maria del Soccorso e altre su via Tiburtina, per prevenire veri e propri laghetti divenuti storici…. prima dei soliti commenti del tipo ‘ che ve dovemo di bravi ‘ o ‘avete fatto il minimo indispensabile’ sempre dal sottoscritto bene accetti, voglio solo rappresentare che un operaio mi ha fatto vedere una tessera telefonica del 1997 rinvenuta dentro il tombino…Voglio veramente sperare che incivilmente sia stata gettata da qualche amante del vintage in tempi recenti e non sia rimasta li 22 anni a fare compagnia al fango mai rimosso…”

Sono veramente molto curiosi questi ritrovamenti di monete e tessere telefoniche databili, che vogliono dimostrare soltanto che era da molto tempo che non si interveniva sull’impianto di raccolta delle acque piovane. Grazie, questo lo sapevamo anche da soli! Ma siamo abbastanza fiduciosi che, fra qualche lustro quando finalmente si metterà mano al tombino intasato di via Ruini all’angolo di via Guardati, potrebbero emergere dal fango sesterzi romani o qualche altro reperto archeologico.

 

Antonio Barcella


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