Campidoglio al lavoro per ridurre alla fonte gli imballaggi

Montanari: “Vogliamo promuovere sinergie tra Amministrazione, cittadini ed operatori economici per favorire pratiche sostenibili”
Antonio Barcella - 24 Dicembre 2018

“Non è mai troppo tardi” oppure “Meglio tardi che mai!”. È spontaneo commentare in questo modo la notizia relativa al progetto del Comune di Roma di ridurre alla fonte il carico di rifiuti sull’ambiente, cosa che noi andiamo sostenendo da anni. In fondo è il classico “uovo di Colombo”, la soluzione più semplice e attuabile, che questa amministrazione avrebbe ideato certamente prima se avesse parlato di più con i cittadini e i consumatori. Del resto il problema dei rifiuti non nasce oggi e perfino nell’antica Roma lo smaltimento degli scarti prodotti dalla popolazione era gestito con la massima severità. Intorno al 90 a.c. il pretore L. Sentius emise un editto che vietava di bruciare i cadaveri e depositare immondizie all’interno del confine della città.
Tornando ai giorni d’oggi, meno imballaggi per acquisti e consumi più sostenibili sembrerebbe la soluzione ideale di un problema complesso. Con questo obiettivo la Giunta capitolina ha approvato una memoria che favorisce modalità di acquisto più “smart”, in grado di contribuire a ridurre la produzione di rifiuti. Idea di fondo: bottiglie, barattoli, sacchetti, scatole e altri imballaggi di vetro, plastica, carta e alluminio vanno ridotti, grazie a un approccio responsabile all’acquisto e al consumo, in linea con le finalità del “piano materiali post-consumo” adottato da Roma Capitale a marzo 2017.

“Vogliamo promuovere sinergie tra Amministrazione, cittadini ed operatori economici per favorire pratiche sostenibili”, spiega l’assessora alla Sostenibilità Ambientale Pinuccia Montanari. “Si tratta di un percorso progettuale finalizzato alla promozione di modalità di acquisto e consumo che contribuiscano alla riduzione del volume dei rifiuti complessivamente prodotto nella città di Roma, valorizzando gli operatori che decideranno di partecipare con iniziative a favore della sostenibilità ambientale. Promuovere l’acqua del rubinetto, oppure incentivare l’uso di prodotti alla spina o il vuoto a rendere sono solo alcune delle misure che intendiamo sostenere e incentivare per sviluppare un’economia fondata sul riciclo eco-efficiente e il recupero di materia. C’è anche la riparazione e il riuso di beni durevoli, nonché la promozione del mercato dell’usato. Tutte iniziative in linea anche con le istituzioni dell’Unione Europea che hanno da poco raggiunto l’accordo per restringere la commercializzazione e l’uso di oggetti monouso in plastica”.

“Il progresso può e deve andare di pari passo con il rispetto per l’ecosistema,- dichiara Carlo Cafarotti, assessore allo Sviluppo Economico, al Turismo e al Lavoro di Roma Capitale – anche in termini di riciclo dei materiali post-consumo, per attuare quel cambiamento di cui il pianeta ha bisogno. I nostri commercianti sono tra i protagonisti di questa svolta: come per quanti collaborano alla riduzione degli sprechi alimentari, abbiamo previsto agevolazioni sulla TARI anche per chi si farà parte attiva nella prevenzione della produzione di rifiuti. Prezioso sarà anche il contributo della GDO (acronimo di “grande distribuzione organizzata”, n.d.r.), che andrà ‘motivata’ in questa direzione, con ritorni tangibili”.

Ora non ci resta che sperare che i tempi di attuazione di questo progetto non siano troppo lenti… il pianeta non aspetta!

Antonio Barcella


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