Campidoglio, azzeramento giunta

Si scatenano le polemiche. Rossella Sensi entra nella giunta
Enzo Luciani - 15 Luglio 2011

E’ già il secondo rimpasto della giunta capitolina. Questa volta però a deciderlo è stato il Tar in seguito al ricorso presentato da alcune esponenti dell’opposizione che lamentavano il mancato rispetto delle quote rosa. Pochi attimi dopo l’azzeramento della giunta ecco esplodere le polemiche.

“La sentenza del Tribunale Amministrativo – dichiara il capogruppo del PD in Campidoglio Umberto Marroni – sembra l’epilogo per una compagine allo sbando. Scelte sbagliate e in violazione dello statuto, come era l’esclusione quasi totale delle donne dal governo della città evidenziano la totale inadeguatezza della destra alla guida di Roma. La città ha bisogno di un governo efficace e competente in grado di rilanciare l’economia cittadina e di costruire un progetto per il futuro della citta. La destra a Roma ha fallito su tutti i fronti e i romani già da tempo hanno tolto il loro consenso ad una compagine del tutto inaffidabile. Un plauso va alle consigliere di opposizione che con caparbietà e decisione hanno portato avanti una battaglia politica sacrosanta contro l’estromissione delle donne dalla guida della città”.

Per Francesco Pasquali, Capogruppo di Futuro e Libertà alla Regione Lazio, “Siamo alla barzelletta. La Capitale da un lato si pone obiettivi ambiziosi, come la candidatura alle Olimpiadi del 2020, e dall’altro inciampa in una figuraccia politico-istituzionale, conferma concreta del malgoverno di Alemanno. La superficialità del Sindaco sta esponendo Roma, e i suoi cittadini, al pubblico ludibrio, e la Capitale sta perdendo giorno dopo giorno autorevolezza sia in ambito italiano che internazionale. Le carenze sulla sicurezza, i ritardi infrastrutturali –la vicenda dello stadio Flaminio è solo l’ultimo capitolo- e, oggi, la bocciatura da parte del Tar della composizione della Giunta sono tutti segnali inequivocabili di un’incapacità amministrativa lampante. Chissà cosa dobbiamo aspettarci ancora”.

Esulta per la sentenza la Commissione delle Elette in Campidoglio. Plaudiamo – affermano in una nota Monica Cirinnà e Gemma Azuni, rispettivamente presidente e vicepresidente della Commissione delle Elette del Comune di Roma – al lavoro dell’avvocato Gianluigi Pellegrino che ha esordito due giorni fa in udienza affermando che se la giunta fosse stata composta da undici donne e un solo uomo la vittoria del ricorso, certamente immediatamente proposto, sarebbe stata scontata.

Sappia il sindaco che se ritiene di ottemperare all’articolo 5 dello Statuto del Comune di Roma, che lo obbliga nelle nomine della giunta a rappresentare equamente uomini e donne, introducendo una sola donna in giunta noi faremo nuovamente ricorso al Tar, poiché una giunta composta di dodici membri con solo due donne è comunque squilibrata e l’articolo 5 continuerà ad essere violato.

Alemanno la smetta di andare avanti con approssimazioni prenda atto che il rispetto della rappresentanza di genere è un elemento fondante della democrazia. Con questo Alemanno è già al terzo rimpasto, prova evidente della debolezza della sua coalizione, che continuamente lo tiene sotto ricatto.
Forse l’ingresso in giunta di un buon numero di donne potrebbe aiutarlo in termini di concretezza, efficacia ed efficienza in tutte quelle scelte amministrative pratiche che servono davvero alla città ".

Intanto l’indiscrezione di Rossella Sensi, ex presidente della Roma, nella giunta di Alemanno viene confermata. «La dottoressa Rosella Sensi- fa sapere il portavoce del sindaco Alemanno, Simone Turbolente – avrà l’incarico di occuparsi della promozione dell’immagine e dello sviluppo di Roma Capitale non soltanto in relazione alla candidatura della città alle Olimpiadi e Paralimpiadi 2020 ma anche in relazione all’attuazione dei grandi progetti necessari alla modernizzazione della Capitale. L’incarico ha una naturale trasversalità con i diversi Assessori e Delegati interessati a questa mission».

Alla notizia  Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI manifesta la sua disapprovazione: “Con l’entrata di Rosella Sensi nella terza Giunta nominata in tre anni e l’ingaggio di Maurizio Costanzo alla guida di una free press amica, che da settembre sarà stampata in centinaia di migliaia di copie quotidiane, Alemanno inizia la sua personale campagna elettorale, puntando tutto sul populismo e sulla propaganda, visto che idee e capacità non hanno mai fatto parte della sua gestione.  E’ parte di una compagine di centro destra in cui sono prevalenti i sentimenti di ostilità nei confronti di Roma ed in cui la Lega Nord di Bossi non perde occasione per manifestarli, in parole e fatti. Tenta allora il più squallido dei bluff, si inventa un giornale dal nome Roma Mia che ammicca alla città e strizza l’occhio alla tifoseria e alla diffusissima passione per la squadra di calcio attraverso la figura dell’ex Presidente. Per di più, a conferma dell’insofferenza già palesata verso il genere femminile, nomina la Sensi Assessora al nulla, cioè a quelle Olimpiadi in programma nel 2020 che prima del 2013 non verranno assegnate. Si accorgerà presto che né la città né i tifosi si lasciano prendere in giro e che tali mosse disperate non lo aiuteranno né a nascondere le devastazioni inflitte a Roma né a risollevare i suoi consensi in caduta libera.”

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