Campidoglio: Pd contro politica dei commissariamenti di Alemanno

Nel pomeriggio Consiglio Straordinario per dire basta a commissariamenti e leggi speciali. Marroni: "è uno strumento che aggira le procedure di controllo"
di Alessia Ciccotti - 29 Ottobre 2009

Il Partito Democratico del Consiglio Comunale di Roma ha chiesto per questo pomeriggio, giovedì 29 ottobre, un Consiglio straordinario per discutere delle gestioni commissariali delle Aree Archeologiche di Roma e di Ostia Antica e del Teatro dell’Opera. In particolare, il gruppo consiliare del Pd lamenterebbe un sempre più frequente ricorso da parte dell’amministrazione di Alemanno a commissariamenti e leggi speciali, come quella sulla realizzazione degli stadi di proprietà di Roma e Lazio, permettendo una «metodologia che indica – sostiene il vicepresidente della Commissione sport Giulio Pelonzi – un’incapacità di governo».

Le richieste che verranno presentate in Consiglio riguardano, in primo luogo, il termine irrevocabile del Commissariamento e il conseguente ripristino della Sovrintendenza Archeologica di Ostia Antica, l’assegnazione di un dirigente responsabile dell’area, attualmente assente, e il coinvolgimento degli Enti territoriali per la tutela e la valorizzazione del sito.

Per il capogruppo del Pd Umberto Marroni «quella del commissariamento dell’area archeologica di Roma e di Ostia è una vicenda poco trasparente che ha consentito l’uso di fondi pubblici senza gare d’appalto. Uno strumento che aggira le procedure di controllo del quale la giunta Alemanno ha fatto un utilizzo spropositato e illegittimo».

«Il Commissariamento di quest’area – spiega invece il Consigliere Athos de Luca, vicepresidente della Commissione Ambiente – è iniziato a marzo 2009 con il pretesto che le lunghe piogge verificatesi lo scorso anno avessero messo in grave pericolo il patrimonio archeologico di Ostia. Ora si vorrebbe accorpare la sovrintendenza di Roma a quella di Ostia, ma chiunque conosce la realtà di questo territorio sa che per la vastità, la qualità e la straordinarietà del sito quest’iniziativa comprometterebbe ancor di più la situazione. Oltretutto – continua De Luca – in base ad una relazione del Prof. Cecchi, Commissario straordinario del sito, risulta che fino ad oggi la sua attività commissariale ha riguardato solamente azioni di normale amministrazione», dunque non ha apportato nessun vantaggio.

Per il Teatro dell’opera il periodo di commissariamento, stabilito a causa di previsioni riguardanti perdite finanziarie e inizialmente fissato a 3 mesi ma poi prolungato a 6, dovrebbe invece scadere il 31 ottobre. Nelle speranze soprattutto dei dipendenti, da sempre contrari ad una gestione commissariale del teatro che, come si legge nella lettera del Consigliere Pelonzi al Sindaco e all’Assessore Croppi, «dal 1999 non ha più avuto problemi di bilancio», c’è il ripristino del precedente consiglio di amministrazione.

Anche la vicenda della legge speciale sugli stadi, che dovrebbe favorire la costruzione e la ristrutturazione di impianti sportivi nell’ottica di una candidatura italiana a manifestazioni di livello internazionale, "mette in luce –  secondo il gruppo del Pd in Campidoglio – una prassi che aggirerebbe le normali procedure amministrative donando a strutture, che generalmente sono oggetto di deliberazioni degli enti locali competenti, il carattere di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza, rischiando così di delegittimare gli enti territoriali. In questo modo lo stadio e le costruzioni ad esso connesse acquisterebbero lo stesso valore di strutture o opere realizzate a causa di una emergenza collettiva".

«Stiamo assistendo – continua Pelonzi – all’attuazione di una vera e propria strategia fatta di leggi ad hoc per attuare provvedimenti d’emergenza, commissariamenti per aggirare vincoli e procedure burocratiche trasparenti, e sanatorie che coprono carenze nell’espletamento dei lavori e dei requisiti previsti dalla Legge».

Le richieste relative al Ddl sugli Stadi che il vicepresidente Pelonzi presenterà in consiglio riguarderanno: l’allungamento dei tempi decisionali degli enti locali per l’esame dei progetti presentati; la limitazione del principio di utilità pubblica solamente all’impianto sportivo e ai servizi strettamente connessi a questo ma non agli insediamenti residenziali, una specificazione dei costi delle opere pubbliche e dei servizi ai cittadini; la riaffermazione dell’autonomia decisionale del Consiglio Comunale nell’assegnare o meno il carattere di utilità pubblica; il sostegno infine per la la realizzazione di progetti provenienti dalle piccole realtà di quartiere con gli stessi criteri e iter amministrativi previsti per le grandi società sportive, quali la Roma e la Lazio.

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«Abbiamo inoltre chiesto – conclude Pelonzi – un incontro con i parlamentari del Pd nella Commissione Sport della Camera dei Deputati e in Campidoglio abbiamo già espresso la necessità dell’attuazione di un tavolo composto dalle Commissioni consiliari competenti, al fine di definire un protocollo autorizzativo in linea con le normative e i regolamenti vigenti».

 


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