Campionati mondiali 100 km: il romano Giorgio Calcaterra settimo in 6h41’16

A Los Alcazares (Spagna), vince il Giapponese Hideaki Yamauchi impiegando 06h18’22”, a seguire il Sudafricano Bongmusa Mthembu 06h24’05” e l’Americano Patrick Reagan 06h35’42”
Matteo Simone, Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR - 30 Novembre 2016

Ai Campionati Mondiali IAU della 100 km, a Los Alcazares (Spagna), vince il Giapponese Hideaki Yamauchi impiegando 06h18’22”, a seguire il Sudafricano Bongmusa Mthembu 06h24’05” e l’Americano Patrick Reagan 06h35’42”.

unnamed-44Tra gli Italiani la miglior prestazione è di Giorgio Calcaterra (Calcaterra Sport) che si classifica al settimo posto in 6h41’16, seguono gli altri italiani: 29° Andrea Zambelli (Pol. Scandianese) 7h06’29”, 36° Herman Achmuller (Laufclub Pustertal) 7h12’38, 55° Beatrici Silvano (Gs Fraveggio)  7h37’46”, 60° Paolo Bravi 7h43’23” (Grottini Team Recanati).

Il Sudafrica vince l’oro a squadra in 19h51’39”, a seguire Giappone 19h52’46” e Stati Uniti 20h03’03”, la squadra maschile azzurra con un tempo di 21h00:25 si classifica al quinto posto.

Vince il titolo femminile l’Australiana Kirstin Bull in 7h34’25”, seconda la croata Nicolin Sustic in 7h36’09”, terza la Britannica Joasia Zakrzewski in 7h41’47”.

giorgioGiorgio, dopo la gara, sulla sua pagina scrive: “Grazie a tutti per i tanti messaggi. Il panorama è stato stupendo, siamo partiti di notte e al primo giro abbiamo visto l’ alba sul mare. La pioggia è arrivata verso l’ottantesimo km ma non era fortissima anche se ci ha costretto a uno slalom tra le pozzanghere. Settimo, credo di aver sbagliato a partire forte ma il mio PB è di 6h23′. Ci ho provato. E ora un po’ di riposo.”

Dalla fine degli anni ’90 sempre presente nelle gare di maratona a distanza ravvicinata e con tempi strepitosi, con umiltà e modestia. Nel 2000 stabilisce il suo personale sulla distanza 02h13’15”, inoltre ottiene il Record Mondiale di Maratone corse in un anno sotto le 02h20’00” (16).

giiogiocorreNel 2006 alla prima partecipazione della 100 km del Passatore Firenze – Faenza vince in 06h45’ conquistando il titolo italiano di 100 km. Nello stesso anno entra nel giro della Nazionale di Ultramaratona e partecipa ai Campionati Mondiali ed Europei del 2006, 2007, 2008 e 2009. L’8 novembre del 2008 vince l’Ultramaratona degli Etruschi a Tarquinia laureandosi Campione del Mondo e d’Europa sui 100 km. Il 2011, a Winschoten in Olanda, conquista il suo secondo titolo mondiale ed europeo vincendo la 100 km con il tempo di 06h27’32”, mentre il 2012 conquista nuovamente i due titoli a Seregno, stabilendo il nuovo personale di 06h23’21”.

Nel 2016 vince per l’undicesima volta consecutiva la 100 km del Passatore, conseguendo anche il primato di maggior numero di vittorie consecutive al mondo in una competizione di ultramaratona.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Giorgio Calcaterra attraverso risposte ad un mio questionario che mi ha permesso di scrivere un libro sugli Ultramaratoneti e gare estreme http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product

Ecco cosa ne pensa dello sport che pratica, le motivazioni, le sensazioni, ed altre curiosità.

Cosa significa per te essere ultramaratoneta?”Per me l’ultramaratoneta è chi ha voglia di superare la classica distanza dei 42 km, e visto che corro anche per 100km mi sento ultramaratoneta a tutti gli effetti!”

Qual è stato il tuo percorso per  diventare un ultramaratoneta? “Sono diventato ultramaratoneta con molta gradualità, quindi non me ne sono quasi accorto, dopo aver corso decine di maratone è stato per me normale e semplice superare la distanza.”

Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta? “No, posso pensare di smetterlo per un periodo, magari per recuperare quando sono stanco, ma a smettere di essere un ultra maratoneta per sempre non ci ho mai pensato.”

Hai mai rischiato per infortuni o altri problemi di smettere di essere ultramaratoneta? “Si, infortuni ne ho avuti, e la sicurezza di riprendere non ce l’hai mai.”

Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta? “Niente, è una cosa che mi va di fare e che faccio, ma non mi spinge niente se non la passione.”

Emerge una motivazione interna a continuare a fare questo sport che comporta tante ore di allenamento, di fatica, il motore sono le emozioni e la semplice passione.

Ti va di raccontare un aneddoto? “Ho corso una 100km con a fianco la mia compagna in bicicletta, ho dosato bene le energie, mi preoccupavo per lei, mi preoccupavo che non si stancasse e alla fine ho vinto la gara facendo il mio personale, ho chiuso gli ultimi km molto velocemente e ho capito che la mente fa tanto, il pensare a lei mi ha distratto e non ho sentito la fatica più di tanto.”

Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta? “Conoscevo già il mio carattere e che a volte sono un po’ testardo non l’ho scoperto facendo l’ultramaratoneta, ma sicuramente l’essere ultramaratoneta me lo ha confermato.”

Hai un sogno nel cassetto? “Correre a 100 anni una 100km sotto le 10 ore non sarebbe male!”

Non tutti potranno verificare se tra quasi 60 anni Giorgio riuscirà a correre a 100 anni una 100km sotto le 10 ore.


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