Campo Roma, operatività o figuraccia?

Polemiche sull'ineguadezza del campo donato da Roma Capitale alle popolazioni terremotate dell'Emilia
Enzo Luciani - 20 Giugno 2012

Già alcune settimane fa giravano delle voci sull’ineguatezza del campo Roma, allestito con il sostegno di Roma Capitale a Novi di Rovereto. Da ieri quelle voci rimbombano perchè provengono direttamente dagli amministratori della città terremotata. Mentre venivano smontati gli ultimi pezzi del campo, attivo per una ventina di giorni, il sindaco del paese emiliano, Luisa Turci, ha fatto ben capire che quel campo non sarebbe mancato a nessuno. Chi ci viveva lamentava la mancanza di servizi e la solidità delle strutture che sembravamo più tende da campeggio che dotazioni della Protezione Civile. 

Da ieri il Comune di Novi ha ufficializzato il trasferimento in una nuova area a Rovereto, caratterizzato da una maggiore recettività, più vicinanza al centro, con comfort abitativi e servizi migliori rispetto a quello precedente e con una maggiore disponibilità di accoglienza: 200 persone in più. La nuova struttura sarà gestita dalla Protezione civile dell’Emilia Romagna.

"Per l’ennesima volta la giunta Alemanno rappresenta la nostra città nel peggiore dei modi, tanto che il Sindaco fa danni anche in Emilia", ad affermarlo in una nota è il Consigliere Capitolino Dario Nanni. E’ già di per sè assurdo che il Sindaco abbia inviato delle tende inutilizzabili e che le stesse siano state posizionate in luoghi non idonei, figuriamoci poi il fatto che si sia fatto fotografare in qualità di benefattore per le popolazioni terremotate. Anche in questo caso l’immagine di Roma viene lesa dall’incapacità di chi oggi governa la città. Ma visto che per questa operazione l’amministrazione Capitolina, ha anche impegnato fondi pubblici, come Gruppo Consiliare, conclude Dario Nanni, chiederemo alla Corte dei Conti di verificare se ci sono responsabilità da parte di chi amministra la città.

«Le dichiarazioni degli amministratori del Comune di Novi riguardo agli interventi di soccorso prestati dagli operatori della Protezione civile di Roma sono ingenerose e sorprendenti poiché, a dispetto della gravità dell’emergenza, spostano la partecipazione solidale, anima di ogni attività di protezione civile, sul piano politico al solo scopo di favorire una sterile polemica che di certo non restituirà un tetto agli ospiti dei campi». Lo dichiara Tommaso Profeta, direttore del Dipartimento tutela ambientale e del verde – Protezione civile di Roma Capitale.

«Rammentiamo la verità dei fatti: di concerto e in piena sinergia con il Dipartimento Nazionale, il Campo Roma non è stato smantellato ma ampliato fino al doppio della capacità di accoglienza e quindi spostato nell’area dello stadio, non disponibile in prima istanza per la presenza di attendamenti spontanei – aggiunge Profeta – Come già ribadito, la massima autorità di Protezione civile locale dovrebbe sapere che quando gli operatori romani sono giunti nella cittadina all’indomani della prima scossa di terremoto, sono stati obbligati a montare le strutture del Campo in un’area individuata e appositamente recintata dai Vigili del Fuoco alla presenza di alti rappresentanti di quel Comune.

E’ utile ribadire, non certo a difesa del lavoro delle nostre squadre, che il Campo Roma fu allestito a regola d’arte e dotato di tutti gli allacci necessari a renderlo sin da subito funzionante, tanto che è stato immediatamente attivato; in seguito alla riorganizzazione dei campi avviata dal Dipartimento Nazionale subito dopo la seconda scossa di terremoto – spiega il direttore della Protezione civile capitolina – il Campo Roma è stato ricollocato in tempi da record nelle strutture del campo sportivo dove i nostri operatori hanno persino realizzato un adeguato sistema fognario, prima inesistente». «Le polemiche, dunque, non hanno ragione di verità ed è preoccupante che in piena emergenza chi dovrebbe risolvere le tante urgenze collegate alla situazione di crisi, spenda tempo per affidare alle cronache giornalistiche asserzioni insincere di chiara matrice propagandistica. Per fortuna – conclude Tommaso Profeta – la gente di Rovereto che ha stabilito con gli operatori romani uno straordinario rapporto di solidale familiarità, la pensa diversamente».


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti