Canalone nel Parco e Ponticello su via di Centocelle… ormai è una barzelletta

Malamente raccontata dal Municipio V
Alessandro Moriconi - 23 Febbraio 2020

Dopo la Commissione Capitolina congiunta Cultura e Ambiente tenutas il 17 febbraio 2020 e terminata per mancanza del numero legale e senza aver dato la possibilità hai rottamatori presenti anche con l’Avv. Elena Di Donato, di poter contestare la visione di parte fatta dal Dirigente Dott.ssa Laura D’Aprile, in materia di delocalizzazione delle imprese di rottamazione e dell’inquinamento del sottosuolo dell’intera area del Parco, ci siamo recati sul posto, tra i rifiuti lasciati dall’ultimo sgombero di un nucleo di baracche.

Lo abbiamo fatto proprio per sentire  “l’altra campana“.

Inutile dire che non un kg di quei rifiuti è stato rimosso e altrettanti potrebbero essere sotto degli strani cumuli di terreno, presenti qua e là nell’area interessata dai lavori del 2° lotto e finanziati con 2,8 milioni di euro.

I quali comprenderebbero oltre alla musealizzazione, anche il parcheggio e i servizi per quanti verranno a visitare l’importante e sospirato sito Archeologico, a cui si accederà, fintanto che non ci sarà la delocalizzazione delle imprese di rottamazione, passando proprio tra di esse.

Non ci siamo limitati alla sola intervista tra i rifiuti all’Avv. Di Donato di cui pubblicheremo il video integrale.

Infatti siamo andati a verificare la zona del Canalone e su cui ci sono impegni e promesse  mancate di bonifica che risalgono ormai alla famigerata Ordinanza Raggi del 10 febbraio 2017 con l’amministrazione si dava anche il tempo per la bonifica: un mese.

Scendendo nel canalone la prima cosa che è apparsa ai nostri occhi è stata la mancanza assoluta di vigilanza dell’area, tant’è che alcuni senza fissa dimora stanno cercando e in tutta tranquillità, di ricostruirsi alloggi di fortuna … Ma non basta ci sono anche resti di slot-machine e un bel pacco di fogli di ‘salutare’ Eternit.

Ma è la struttura del “Ponticello“ ad allarmarci ancora di più. Infatti è stato urtato con molta probabilità da un mezzo pesante che ha strappato la protezione tubolare che è stata sostituita con il classico nastro bianco e rosso e la rete in plastica arancione.

Ma è un trave su cui poggia la strada ad allarmarci, sembra non più in asse con il resto del ponte e che richiede un urgente sopralluogo e il rilascio di una certificazione che ne garantisca l’utilizzo o ne disponga la chiusura parziale o totale.

 


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