Caos mobilità a Roma

Azuni (Sel): "pendolari in cerca di sopravvivenza"
Enzo Luciani - 17 Ottobre 2012

"La mobilità a Roma è un continuo bollettino di guerra". A denunciarlo in una nota è la consigliera comunale di Sel Maria Gemma Azuni. "Ieri – spiega – sulla Roma Lido a creare panico non sono stati i treni, che quasi sempre sono i protagonisti dei  disagi, ma gli ascensori. Infatti l’ascensore della stazione di Roma Lido che porta in superficie, è rimasto bloccato con all’interno dei cittadini, per lo più anziani o persone con difficoltà a deambulare. Dopo le grida e la folla di pendolari che cercavano di calmare gli animi, le numerose telefonate  ai vigili del fuoco, finalmente è arrivato il tecnico dell’ascensore, unico preposto a questo tipo di lavoro. Il 28 agosto l’ATAC ha annunciato che : “entro il 30 settembre si sarebbe conclusa la remotizzazione degli ascensori e delle scale mobili sulla Roma-Lido”, rendendo così possibile l’attivazione in assenza dell’operatore, anche se è l’unico soggetto preposto a poterli azionare per legge. Come è evidente nulla di tutto ciò è stato fatto.

Roma è e continua ad essere l’unica capitale europea che presenta  barriere architettoniche  nelle stazioni ferroviarie e nelle metro che privano le persone con difficoltà di muoversi autonomamente. Infine, non per colpa del ciclone Cleopatra, in quasi tutte le stazioni metro piove dal soffitto, le infiltrazioni ormai sono ataviche e ad ogni piccola pioggerellina bisogna aprire l’ombrello aspettando il treno. Cambiano i generali ma la realtà della guerra è sempre la guerra. Vivere in una città con tanti disagi sta diventando sempre più una lotta per la sopravvivenza ed è ormai indubbio che si seguita a giocare sulla pelle della cittadinanza. I continui cambi al vertice delle maggiori aziende capitoline, quali escamotage per trovare ogni volta un capro espiatorio su cui scaricare le responsabilità gestionali o sui lavoratori, non basterà ad assolvere il Sindaco e il suo entourage dalle loro responsabilità, né la Regione, rea di non aver sostenuto economicamente, così come da accordi sottoscritti in sede di commissioni congiunte. Si accetti il fallimento per il bene di Roma e dei suoi cittadini".


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