

Blackout sulla linea tra Ostiense e Tuscolana: si ferma il Leonardo Express e i regionali FL1 saltano. Centinaia di viaggiatori bloccati con le valigie sotto il sole, scatta la caccia all'auto bianca
Una mattinata di puro caos e disperazione per migliaia di turisti e pendolari diretti all’aeroporto di Fiumicino.
Un improvviso guasto tecnico ha paralizzato il nodo ferroviario della Capitale, trasformando il tragitto verso lo scalo internazionale “Leonardo da Vinci” in una disperata corsa contro il tempo.
Tra convogli bloccati, corse cancellate e tabelloni elettronici impazziti, per moltissimi passeggeri l’incubo di perdere il proprio volo si è trasformato in una drammatica certezza.
Il blackout è scattato nelle prime ore del mattino di oggi, giovedì 25 giugno 2026, quando la linea di alimentazione elettrica aerea ha ceduto di schianto nel tratto compreso tra le stazioni di Roma Ostiense e Roma Tuscolana, subito dopo il transito di un treno regionale.
Un guasto strutturale che ha di fatto tranciato in due il collegamento strategico tra il centro della città e il litorale.

L’anomalia elettrica ha paralizzato l’intera rete dei collegamenti aeroportuali. I tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) sono intervenuti d’urgenza per avviare le complesse operazioni di ripristino dell’alta tensione, ma nel frattempo il danno era fatto:
Leonardo Express fermo: Il servizio di punta che collega senza soste la stazione Termini ai terminal di Fiumicino è rimasto completamente congelato, lasciando i binari della stazione centrale della Capitale orfani dei treni per i turisti.
Linea FL1 nel caos: La linea regionale Orte-Fiumicino Aeroporto ha subito pesantissimi ritardi (superiori ai 60 minuti), con decine di treni costretti a interrompere la corsa a Tiburtina o Tuscolana, obbligando i passeggeri a scendere lungo le banchine.
La concomitanza del guasto con i cantieri di manutenzione programmata sulla rete di Fiumicino – aperti già da maggio per il potenziamento estivo – ha fatto da cassa di risonanza al disservizio, mandando in tilt i canali di informazione e l’intera macchina dell’accoglienza.
Con i binari fuori uso, lo scenario nelle stazioni romane è diventato drammatico. Centinaia di persone cariche di trolley e valigie si sono riversate in strada alla ricerca di un’alternativa per raggiungere lo scalo.
Davanti ai posteggi dei taxi di Termini, Tiburtina e Ostiense si sono formate in pochi minuti code chilometriche di viaggiatori sotto il sole già cocente, nel tentativo di accaparrarsi una vettura.
Il paradosso: Scene di fortissima tensione e nervosismo si sono registrate tra i turisti stranieri, ignari delle dinamiche cittadine, e i romani infuriati. Una situazione resa ancora più esplosiva dal fatto che la Capitale si trova alla vigilia dello sciopero generale dei taxi del 27 giugno, un elemento che ha ridotto la tolleranza e aumentato lo spettro del blocco totale della mobilità per il weekend.
Mentre le squadre di RFI lavorano per ridare tensione alla linea e far ripartire i primi convogli, i banchi dei terminal di Fiumicino registrano decine di no-show: passeggeri rimasti a piedi sui marciapiedi romani, costretti a pagare penali e a ricomprare i biglietti aerei per colpa di un filo elettrico spezzato.
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