Capodanno 2018, Raggi firma l’ordinanza anti-botti

Divieto assoluto per il 31 dicembre e il 1° gennaio (fino alle 24). Multe da 25 a 500 euro. Esclusi dal divieto bengala, bacchette scintillanti e spettacoli dei professionisti autorizzati nei luoghi pubblici o privati
di Marco Rollero - 31 Dicembre 2017

Da questa notte alle ore 0,01 è in atto “il divieto assoluto di usare materiale esplodente, fuochi artificiali, petardi, botti, razzi e simili artifici pirotecnici, ancorché in libera vendita” per 48 ore (dal 31 dicembre fino alle ore 24 del 1° gennaio 2018). Lo stabilisce l’ordinanza 200/2017 firmata ieri, 30 dicembre, dalla sindaca Raggi. Dal divieto sono esclusi bengala, fontane, bacchette scintillanti, trottole e girandole luminose.

Nel provvedimento il primo cittadino, inoltre, stabilisce anche il “divieto di utilizzo di fuochi pirotecnici, in luoghi privati, senza licenza; il divieto di impiego di articoli pirotecnici teatrali e di altri articoli pirotecnici per scopi diversi da quelli cui gli articoli stessi sono espressamente destinati”. Esclusi da tale divieto gli “spettacoli dei professionisti autorizzati nei luoghi pubblici o privati”.

L’inosservanza dell’ordinanza comporta la sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro oltre al sequestro del materiale esplodente. Il provvedimento è stato adottato poiché – si legge nelle quattro pagine dell’ordinanza della Raggi – “l’utilizzo di fuochi pirotecnici è potenzialmente in grado di provocare ingenti danni strutturali al patrimonio storico ed archeologico di Roma capitale sia in relazione al rischio da esplosione sia quello da incendio connesso all’accensione incontrollata di tali prodotti; l’accensione di fuochi pirotecnici aggrava ed incrementa l’emissione di inquinanti nell’ambiente in spregio agli adottati provvedimenti di riduzione delle emissioni di polveri sottili pm10 e biossido di azoto; tra le categorie a maggiore rischio in relazione ad un utilizzo non adeguato e controllato di artifici pirotecnici vi sono i minori”.

Ritenuto quindi che, come da esperienze passate, l’uso “al di fuori di ogni cautela di artifici esplodenti e/o infiammabili provoca danni a persone, animali e cose”, la Sindaca ha disposto il divieto considerando “l’urgente necessità di adottare misure idonee a garantire l’incolumità pubblica e l’integrità fisica delle persone” e che in relazione a tali rischi «l’unica misura possibile è rappresentata dal divieto di utilizzo di qualsiasi artificio pirotecnico ad effetto sonoro, infiammabile od esplodente di cui sia oggettivamente comprovata per caratteristiche strutturali la potenziale pericolosità, per le giornate del 31 dicembre 2017 e del primo gennaio 2018.

Abbiamo il compito tutelare la salute dei cittadini romani e il benessere dei nostri amici a quattro zampe – ha affermato in un comunicato la sindaca Virginia Raggi. – Evitare di festeggiare con botti ed esplosioni aiuta a prevenire sia incidenti alle persone, a volte anche gravi, e danni alle cose, sia il forte rumore che spaventa a morte gli animali, sia domestici che selvatici. A Roma sarà possibile festeggiare per 24 ore il nuovo anno divertendosi senza botti grazie a oltre 100 performance che coinvolgeranno 1.000 artisti provenienti da tutto il mondo”.

A causa dell’udito particolarmente sviluppato – ha aggiunto l’assessora all’Ambiente Pinuccia Montanari – per i nostri piccoli amici animali il fortissimo rumore dei botti può rappresentare un vero e proprio dolore. Rinunciare a questa usanza e festeggiare con fuochi che non provocano esplosioni, come le fontane luminose, è un segno di civiltà e attenzione per tutti gli esseri viventi. Tra gli animali vittime dei botti in pochi pensano a quelli selvatici presenti nell’immenso patrimonio verde di Roma. È il caso degli uccelli che spaventati dai forti rumori abbandonano i loro nidi nel pieno della notte, rischiando la morte”.

Conclude il comunicato la dichiarazione di Daniele Diaco, presidente della Commissione Ambiente: “Anche quest’anno sarà severamente vietato l’uso dei cosiddetti botti di Capodanno per tutelare i nostri amici animali, che soffrono particolarmente i decibel di queste potenti deflagrazioni. Un atto dovuto anche per l’incolumità dei cittadini e per preservare la salute pubblica da questa nociva e pericolosa fonte di inquinamento. Quella dei petardi, tra l’altro, è un’usanza oramai desueta e superata. La speranza è che, soprattutto i più giovani, possano riscoprire forme di divertimento alternative più sane e intelligenti”.


Commenti

  Commenti: 2


  1. Roma, al Villaggio Olimpico, a Via Guidobaldo dal Monte, botti un’ora prima e 45 minuti dopo mezzanotte; il fumo copriva quasi Villa Glori e la puzza di polvere da sparo ed il rumore erano tremendi. L’antifurto di un’auto continuava a suonare.
    Non ho avuto una bella impressione del senso civico e del rispetto per le leggi di molti, tanti, miei concittadini che hanno trasgredito al divieto.
    Chi doveva controllare il rispetto dell’ordinanza, per curiosità?


  2. Anche a Pietralata il decreto non è stato rispettato. Certo la superstizione (i rumori scacciano gli spiriti cattivi) e l’inciviltà sono duri da sconfiggere

Commenti