Carlo Verdone protagonista di uno spot per la fibrosi cistica

Lo spot girato dal popolare attore romano è stato presentato a Roma, sulla Terrazza degli Aranci del Rome Cavalieri – Waldorf Astoria Hotel & Resorts
di Mariangela Di Serio - 14 Ottobre 2013

Si è tenuta, sabato 12 ottobre, la conferenza stampa di presentazione dello spot girato da Carlo Verdone per la campagna di sensibilizzazione sulla fibrosi cistica.

Il video, prodotto dalla Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica onlus nell’ambito della campagna solidale 2013 è stato presentato a Roma, sulla Terrazza degli Aranci del Rome Cavalieri – Waldorf Astoria Hotel & Resorts, durante un incontro moderato dal critico cinematografico Giovanni Bogani, regista dello spot, alla quale hanno partecipato lo stesso Verdone, Matteo Marzotto e Graziella Borgo, rispettivamente cofondatore e vice direttore scientifico della Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica.

Il regista ha così illustrato com’ è nato il progetto: “ Quest’iniziativa è nata dal Rotari Club fiorentino che mi ha chiesto di chiamare Carlo ad una serata di raccolta fondi per la fibrosi cistica. Così con Carlo abbiamo pensato ad un filmato, ad una storia che coinvolgesse uno dei suoi personaggi più riusciti , l’esperto in medicina. Abbiamo giocato con il personaggio facendogli parlare della fibrosi cistica nell’ambito di un discorso di sensibilizzazione.

E’ stata di Giovanna Borgo l’idea di girare uno spot, così siamo andati a casa di Carlo. In 8 minuti abbiamo fatto tutto, grazie alla generosità di Carlo che non ha voluto in cambio nulla posso dire che questo è un esempio di campagna a costo zero. Sono davvero contento di essere stato il regista di Carlo Verdone. E’già attivo il numero solidale 45507 per sostenere la ricerca, basta mandare un sms da telefoni fissi e cellulari allo scopo di finanziare l’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara”.

carlo-verdone-raccolta-fondi-fibrosi-cistica-e1381652957739Com’ è stato aderire a quest’iniziativa?

Carlo Verdone: “Sono sempre stato sensibile a queste problematiche, ne ho già fatti altri di spot per la ricerca sul cancro, per la popolazione dell’Africa, questa è una malattia particolare, molto complicata. Non mi dovete ringraziare, io vivo grazie a voi, non si vive solo di nastri e David, mi sento in dovere di dare qualcosa al pubblico. Nel mio quartiere ci sono molti anziani che mi conoscono, sanno che vivo lì. Mi capita spesso di andarli a trovare, soprattutto per fargli compagnia se stanno male, cercando di farli distrarre, divertire. Quando torno a casa sono intristito ma sollevato perché so che il mio lavoro è servito a qualcosa. E’ un atto dovuto, l’ho sempre fatto e continuerò a farlo. Se lo spot servisse a sensibilizzare qualcuno per me sarebbe un grande successo”.

Che cos’è questa malattia, come si manifesta, cosa sta facendo la ricerca?

Graziella Borgo: “Innanzitutto ringrazio tutti voi in nome del Prof. Mastella, direttore scientifico della Fondazione. Parlo della malattia su due versanti, quello del portatore e quello del malato. Nel 1989 si è scoperto il gene, si è capito che il portatore sano non ha nessun sintomo, ma se ne accorge solo al momento in cui trova una moglie portatrice e hanno un bambino malato. La coppia ha una probabilità una su quattro di avere un bambino malato. Attualmente una coppia su 600 è una coppia di portatori, 200 bambini malati sono i casi all’anno in Italia. La ricerca al momento ha come obiettivo quello di fare un test genetico per trovare i portatori sani, cosa che già viene fatta negli USA, ma i costi sono molto alti.

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La Fondazione ha finanziato un paio di progetti pilota in proposito. Dal punto di vista del malato invece mi chiamano tanti genitori per parlarmi dei casi nelle loro famiglie, A chi ha bambini malati dico che la malattia non è più quella di una volta, anche sul piano assistenziale stanno cambiando molte cose. La ricerca si sta muovendo per trovare un farmaco innovativo, una sorta di pillola da “mettere in tasca”, un qualcosa che il bambino può prendere nei primi mesi di vita. Vogliamo fare della fibrosi cistica una malattia curabile, grazie soprattutto ai grandi passi avanti fatti dai ricercatori americani”.

Qual è stata la motivazione del tuo grande impegno nella lotta alla fibrosi cistica?

Matteo Marzotto: “ Purtroppo ho peso mia sorella Annalisa nell’89 e per questo motivo mi sono avvicinato a questa problematica. Ho pensato che approfittando del fatto di lavorare nel campo della moda e frequentando un certo ambiente potevo portare un contributo consistente partendo da città come Verona, Milano per finire in tutt’Italia. Abbiamo raccolto quasi 15 milioni di Euro. La fibrosi cistica è la malattia genetica più diffusa , mi ricordo che a quell’epoca non si c’erano delle Fondazioni di questo tipo e mio padre non si riusciva a dare pace perché non si sentiva di fare abbastanza. Il bike tour è un’iniziativa molto divertente, siamo già alla seconda edizione e pedaliamo da Milano a Roma in tandem come metafora del ‘ce la possiamo fare insieme’. Dal 2008 siamo cresciuti molto grazie anche alla vendita dei ciclamini nelle piazze e della raccolta 5 per mille”.

Ecco il video dello spot di Carlo Verdone:

http://youtu.be/l5ytSzZoWgQ


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