Caro Monti – Caro Comune – Care Poste Italiane – Cara Rai – Cara Befana…

Fatti e misfatti di dicembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 27 Dicembre 2012

Caro Monti

"Lamentarsi non serve – ha "twittato" l’ex "premier" Mario Monti – ora serve spendersi".

Ma se la gente, fra tasse e tagli, si è già spesa tutta! E, se non è dunque in condizione di spendere ancora, le si lasci almeno, un po’ di pietà, la possibilità di lamentarsi.

Caro Comune

"Da gennaio 2013 – ha deciso il Governo a favore dei Comuni – la Tarsu (che era la tassa sulla raccolta dei rifiuti) diventerà Tares (Tassa sulla raccolta dei rifiuti, ma anche per sopperire alle spese per l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade e la vigilanza urbana) e questo, per il cittadino, costituirà un aumento medio tra il 10 e il 14%".

Nessun Comune – e neppure il suo tutore Governo – ha deciso, però, che i miliardi raccolti in più con la Tares debbano contemporaneamente essere utilizzati davvero per i servizi agli utenti. Pena, finalmente, il commissariamento, il licenziamento e la refusione del maltolto o del malusato.

Care Poste italiane

"Il francobollo di una lettera prioritaria – ha deciso Poste italiane – passerà da 60 a 70 centesimi e il costo di una raccomandata semplice da 3 euro e 30 centesimi a 3 euro e sessanta centesimi".

Nessuno ha deciso, però, che debba contemporaneamente salire la qualità del servizio di Poste italiane. E debba oltretutto scendere il numero delle ore che, troppo spesso e ormai ovunque, gli utenti devono trascorrere davanti agli sportelli.

Cara Rai

"Il canone Rai per il 2013 – ha deciso il Ministero dello sviluppo economico – salirà a 113 euro e 50 centesimi".

Nessun Ministero, però, ha deciso che debba contemporaneamente salire la qualità dei programmi Rai. E debba oltretutto scendere il numero delle trasmissioni che vengono replicate anche più di una volta. Con il risultato che gli utenti, troppo spesso, prendono uno (un programma) e pagano invece due, tre, quattro, cinque (lo stesso programma).

Cara Befana

"Nella calzetta – la richiesta è generale – non ci mettere soltanto il carbone dei nuovi duri aumenti, ma anche le caramelle di servizi finalmente degni di un Paese civile".

Una preoccupazione, però: la Befana è ancora in attività lavorativa o è anche lei in cassa integrazione?


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