Carovana 2009, corteo in difesa del territorio, del diritto all’abitare e dei beni comuni

Sabato 16 maggio, alle ore 15,30 un corteo da piazza Cepecelatro, a Primavalle, al S.Maria della Pietà
riceviamo e pubblichiamo - 15 Maggio 2009

La Rete del Mutuo Soccorso ha organizzato per sabato 16 maggio, alle ore 15,30, un corteo da piazza Cepecelatro, a Primavalle, al S.Maria della Pietà in occasione del 31° anniversario dell’approvazione della Legge Basaglia, legge con la quale venivano chiusi i manicomi.

"Per difendere  una legge come la 180 – spiega La Rete -rivoluzionaria ed unica al mondo nel luogo che più di ogni altro ne incarna la memoria(il S.Maria della Pietà); contro la reimmissione (illegale) di pazienti psichiatrici all’interno del S.Maria della Pietà; per sostenere l’Associazione Ex Lavanderia, impegnata da 15 anni nel chiedere l’acquisizione comunale del S.Maria della Pietà e un progetto partecipato di uso sociale e culturale; per impedire che una nuova colata di cemento seppellisca il comprensorio che circonda il S. Maria della Pietà.

"La vertenza di s.Maria della Pietà – racconta La Rete è stata emblematica. Lungo 14 anni ha attraversato le stesse questioni e ragioni che ha attraversato la città.
Innanzitutto, la battaglia per l’uso civico, pubblico e culturale dell’Ex manicomio ha rappresentato un modello di pianificazione della città contrapposto a quello dominante.
L’idea di utilizzo culturale dell’ex manicomio prendeva il via dall’idea che il valore dei luoghi fosse misurato sulla dimensione storica e simbolica cioè su cosa quei luoghi avessero rappresentato nel passato. Ed anche sulle potenzialità nel essere strumento di miglioramento dell’esistenza degli individui cioè su cosa quei luoghi potessero rappresentare nel futuro.
Pensare all’ex manicomio come uno dei luoghi più significativi di Roma significava semplicemente non rimuovere la storia sociale della città, non operare la cesura dei significati collettivi che davano valore al senso di comunità cittadina.

Così come i luoghi ed i simboli della Liberazione antifascista, quelli delle grandi lotte popolari per migliorare la vita delle borgate del dopoguerra, gli spazi significativi della ricchezza culturale di questa città, i teatri ed i cinema storici.

"L’Ex manicomio di Roma – continuano – era un monumento storico della città. Raccontava di un orrore, il manicomio e di un grande sogno realizzato, la sua apertura o, per dirla con Basaglia, la sua “distruzione”.
Vicenda questa che non è solo un testo di Legge, ma è storia di vite e relazioni, un movimento complesso che ha rimesso in discussione gli assiomi di una società della separazione e dell’esclusione. L’uscita dei “matti” dal manicomio non è stata “solo” la riconquista della dignità di centinaia di donne ed uomini. E’ stata anche la rete di solidarietà di un territorio, ed anche le sue contraddizioni ed i suoi conflitti ed ancora la fatica e la lotta di tanti.

La Rete condanna le scelte politiche "che fanno del S.Maria della Pietà uno spezzatino di funzioni senza organicità, nella neo-ospedalizzazione che ha già interessato oltre metà comprensorio, nella riproposizione, proprio in quel luogo, della concentrazione del disagio e della malattia cronica, nella reimmissione persino di pazienti psichiatrici… Ma anche la decisione di abbattere l’Ex Gerini sulla Tiburtina, il destino immaginato per l’Horus, la chiusura del Teatro del Lido, il voltafaccia relativo alla ex colonia Vittorio Emanuele, nella prospettiva di un’autostrada che attraversi l’agro romano da Roma a Latina…" E tanto altro condito da una "mancanza di  processo partecipativo". 

 


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