Casal Boccone, anziani non vogliono lasciare struttura

Belviso: "non stiamo cacciando nessuno"
Enzo Luciani - 23 Novembre 2011

È in queste ore in atto una vera e propria deportazione, effettuata con l’inganno dall’amministrazione capitolina, delle persone anziane che alloggiano nella casa di riposo di Casal Boccone, struttura che ospita 79 persone molte delle quali di età superiore agli ottanta anni".

A dichiararlo in una nota Daniele Ozzimo, vicepresidente della Commissione Politiche Sociali e Emanuela Droghei, responsabile Welfare del Pd di Roma.  Gli anziani dovrebbero infatti lasciare la struttura secondo un "sistema di riordino delle case di riposo comunali". La SPI CGIL avrebbe intanto bloccato l’uscita dei primi ospiti della Casa di Riposo sulla base della richiesta formulata dagli anziani che non vogliono lasciare la struttura.

"Un fatto estremamente grave – commentano in una nota – che avviene in contrasto con l’indicazione dell’Assemblea Capitolina che nei mesi scorsi ha approvato alcune mozioni a difesa di Casal Boccone e del Municipio IV che anch’esso votato un provvedimento all’unanimità".

"Invitiamo il vicesindaco Belviso a fermare le procedure di trasferimento – aggiunge – Il costo attuale della struttura è ad oggi semplicemente insostenibile perchè il complesso viene ampiamente sottoutilizzato. Da un anno chiediamo infatti che vengano al suo interno ospitate altre importanti funzioni per le quali l’amministrazione comunale spende ingenti risorse ogni anno. Inoltre ci risulta che la Giunta Alemanno in assestamento stia prevedendo 6 milioni di euro, di spesa corrente, per l’acquisto dello stabile di via Assisi. Perchè, invece di utilizzare risorse pubbliche per una struttura in decadenza e con amianto non si punta a spostare il centro di assistenza senza fissa dimora all’interno di Casal Boccone?". Il senatore dell’Idv Stefano Pedica stamani ha portato la sua solidarietà agli anziani: «Qui si sta compiendo una barbarie, ulteriore fallimento da fine impero del sindaco Alemanno. È doveroso portare questa ennesima vergogna perpetrata dal sindaco Alemanno sino in Parlamento, dove presenterò un’interrogazione per capire le ragioni di tanta violenza morale e sociale nei confronti dei poveri anziani".

Sulla vicenda è intervenuta anche la consigliera del gruppo misto Maria Gemma Azuni:  "In ragione delle prerogative riconosciute ai consiglieri comunali ho chiesto l’elenco degli ospiti e la loro destinazione. Gli anziani hanno firmato in modo inconsapevole la richiesta individuale di trasferimento ed oggi, attraverso la mia presenza, ho voluto testimoniare la mia solidarietà e ribadire il diritto di queste persone, molte sole e senza parenti, a rimanere in un luogo nel quale nel corso degli anni hanno potuto contare sulla costruzione di un mondo di affetti e di relazioni che oggi si vuole lacerare.La dignità dei 70 ospiti della casa di riposo e la garanzia di non veder stravolta la loro vita che finora poteva contare sulla definizione di un percorso sereno in questa fase della vita sono una priorità assoluta che questa Giunta non ha voluto ricoscere disattendendo e non prendendo in carico i 3 ordini del giorno, di cui 2 presentati dalla sottoscritta, approvati all’unanimità dall’Assemblea Capitolina , con i quali l’Aula si è espressa contro la chiusura delle case di riposo".

Immediata la replica del vicesindaco di Roma, Sveva Belviso che questa mattina ha incontrato gli anziani ospiti della casa di riposo di Casal Boccone. «Nessuno sta cacciando nessuno. Tra le 4 case di riposo comunali, quella di Casal Boccone è l’unica struttura privata: costa all’Amministrazione 4,5 milioni di euro l’anno ed accoglie 69 persone con una spesa pro capite di 5.300 euro al mese a fronte di un costo medio di mercato di 1.500 euro. Agli anziani ospiti della struttura è stata data la possibilità di scegliere tra una rosa di alternative o, eventualmente, di indicare un’altra struttura privata dove voler andare. Quello che non capisco, e che condanno fermamente, è la strumentalizzazione di chi utilizza queste persone per un proprio tornaconto personale, facendo del terrorismo psicologico su situazioni di fragilità». «Il sistema di riordino delle case di riposo comunali – continua Belviso – consentirà di abbattere del 100% le liste d’attesa, che al momento sono composte da 250 persone, pari a chi oggi usufruisce di questo tipo di assistenza. Obiettivo dell’Amministrazione è garantire lo stesso tipo di diritto a chi è nello stesso stato di bisogno. Ci rendiamo conto – conclude Belviso- di chiedere un grande sforzo ai nostri anziani di Casal Boccone, ai quali saranno comunque garantiti gli stessi standard di servizio che hanno avuto fino ad oggi. Ma grazie a questo trasferimento e al risparmio dell’affitto della gestione privata riusciremo a garantire l’assistenza a chi oggi non ne ha».


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