Casale della Cervelletta. Campidoglio immobile

 A rischio il bene e la rassegna cinematografica
Antonio Barcella - 15 Gennaio 2020

A quasi un anno dalla diffida fatta scattare dalla Soprintendenza di Stato, Roma Capitale è ancora immobile sulle procedure per la messa in sicurezza e il restauro del Casale della Cervelletta, e al rischio che il monumento crolli si aggiunge ora quello di una desertificazione dell’area, visto che anche le manifestazioni estive, a partire dalle proiezioni del Cinema America, potrebbero saltare per via di un parere negativo dei tecnici dei Beni culturali e di una recinzione installata dal Campidoglio senza i pareri di Roma Natura e Soprintendenza statale.

La situazione di stallo è emersa ancora una volta il 13 gennaio 2020 durante una seduta congiunta delle commissioni capitoline Ambiente e Cultura, presiedute rispettivamente da Daniele Diaco ed Eleonora Guadagno, che ha visto la partecipazione della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio, del dipartimento Ambiente, e dell’assessore alla Cultura del IV Municipio, Stefano Rosati.

La riunione è stata disertata per protesta dal Coordinamento Uniti per l’Aniene.

Di fatto, il progetto definitivo per il Casale della Cervelletta, per cui sono stanziati 220mila euro, è stato perso dagli uffici ed è stato ritrovato soltanto lo scorso novembre.

Nel frattempo, il dipartimento Ambiente ha proceduto a installare una recinzione intorno all’area, senza però avere i permessi della Soprintendenza, necessari all’alterazione dei luoghi visti i vincoli monumentali. “Non abbiamo mai ricevuto risposta agli oneri conservativi. I vincoli non riguardano solo il Casale, ma tutta l’area, e tuttavia noi non sappiamo niente della recinzione che invece doveva essere autorizzata – ha detto una rappresentante della Soprintendenza – Il progetto definitivo lo avevamo valutato congiuntamente e funzionava. Ribadiamo l’urgenza a cui il proprietario, che è la Sovrintendenza capitolina, dunque Roma Capitale, doveva adempiere entro 90 giorni dalla diffida, e invece è passato un anno. Secondo il codice, la responsabilità è in parte della proprietà e in parte dell’organo di tutela, ma noi ci solleviamo dalla responsabilità penale perché abbiamo fatto presente che il vincolo monumentale non è solo sul Casale, ma su tutta l’area”.

“Il problema” -ha detto l’architetto della Soprintendenza, – “sorgerà per l’autorizzazione alla manifestazione estiva che si tiene al Casale. In quella situazione l’anno scorso abbiamo messo un parere favorevole a certe condizioni di sicurezza, quest’anno non si fa, a meno che la proprietà non si assuma in toto la responsabilità le manifestazioni non si possono fare”.

Antonio Barcella


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