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Casale e parco della Cervelletta, tanti nuovi amici

E tra questi l’UICI (l'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti - sezione di Roma)

Un amore a prima vista quello per il Casale e parco della Cervelletta: basta vederli per una volta e non dimenticarli mai più. È per questo che, negli ultimi giorni, tanti nuovi amici si stanno aggiungendo a chi sta lottando da tanto tempo per la salvaguardia del Casale seicentesco e della sua torre medievale creando un vero movimento culturale a difesa del nostro patrimonio storico.

L’UICI (l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti UICI – sezione di Roma) ha stretto una collaborazione con la pagina Facebook Salviamo la Cervelletta e con il Coordinamento Uniti per la Cervelletta al fine di rendere l’ultimo Museo dell’Arte Contadina di Roma, custodito nelle stanze sigillate del Casale della Cervelletta, accessibile anche ai non vedenti mediante la realizzazione di un percorso apposito. Un’iniziativa che va ad affiancare la ristrutturazione delle altre stanze, prevista nel progetto come Luogo del Cuore FAI. Con questo accordo l’UICI vuole dare il suo aiuto per il recupero di una tenuta e del suo casale, e per dare vita ad un percorso tattile tra storia, fatti e aneddoti sugli usi, i costumi e gli attrezzi dell’epoca usati nelle attività agricole.
Un cultura da non perdere, parte della nostra storia nata in un luogo, oggi chiuso al pubblico, talmente affascinante e ancora sconosciuto a molti che ha lasciato sempre meravigliati coloro che hanno avuto la fortuna di visitarlo.
Un Parco e un Casale che fu stazione sanitaria per la prevenzione della malaria sperimentando l’immunizzazione mediante la somministrazione del chinino in un luogo adatto perché insediato dalla malattia nelle zone allora paludose della valle dell’Aniene. Da qui partì l’alfabetizzazione dei contadini con la scuola serale, gli attuali istituti agrari, e ancora, fu centro di riferimento per la bonifica delle paludi, tecniche arrivate fino ai giorni nostri.
Insomma una meraviglia, patrimonio di Roma tutto da scoprire, ma occorre l’aiuto di tutti i romani e non, per riportare all’antico splendore questa struttura così unica e straordinaria.
Nel Casale della Cervellezza e nel suo parco naturale ci si può immergere nella storia in un viaggio nel passato che lascia a bocca aperta dove è possibile ritrovare la vita a dimensione dell’uomo di quel tempo. Se non lo hai già fatto è arrivato il momento di consegnare il tuo voto al Parco e Casale della Cervelletta sui Luoghi del Cuore del FAI e se lo hai già fatto puoi chiedere ai tuoi amici la stessa cosa. È veramente importante salvare questo monumento identificato come il Colosseo di Roma Est. Invita più persone possibili e sarai ospite insieme a noi del suo futuro!

Chi sono gli amici dell’UICI – L’Unione Italiana dei Ciechi (dal 2010 Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) nasce a Genova il 26 ottobre 1920 da un gruppo di non vedenti guidati da Aurelio Nicolodi, un giovane ufficiale trentino che aveva perso la vista in uno scontro sul Carso, durante la prima guerra mondiale. Convinto assertore della necessità di emancipazione dei non vedenti, insieme ad altri reduci fondò l’Unione Italiana Ciechi (UIC), di cui fu il primo presidente. La sua attività alla guida dell’UIC fu caratterizzata dalla spinta verso l’indipendenza personale e lavorativa dei non vedenti, raggiungibile attraverso un’adeguata istruzione. In tal senso Nicolodi riuscì a trasformare gli istituti, all’epoca nient’altro che ospizi, in luoghi di educazione ed istruzione, primo passo verso l’attuale inclusione scolastica e lavorativa. Tre anni più tardi, nel 1923, l’associazione fu riconosciuta come Ente Morale. Oggi l’UICI è un ente con personalità giuridica di diritto privato (Legge 1047/47 ribadita nel DPR 23/12/78 n.1919), riconosciuta Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS) nel 1997, e rappresenta e tutela gli interessi morali e materiali dei minorati della vista, presso le pubbliche amministrazioni e tutti gli enti o istituzioni che hanno come scopo l’assistenza, l’educazione e la formazione professionale dei ciechi.?Nel 1991 l’UICI ha costituito L’I.Ri.Fo.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) come strumento operativo per l’integrazione sociale, scolastica e lavorativa dei disabili visivi. L’UICI e l’I.Ri.Fo.R. hanno la sede centrale a Roma e sezioni regionali e provinciali su tutto il territorio nazionale.?Obiettivo principale dell’Associazione è l’integrazione dei non vedenti ed ipovedenti nel contesto sociale mediante il raggiungimento dell’autonomia personale, prestando particolare attenzione all’abilitazione/riabilitazione e all’educazione al recupero del residuo visivo. Il raggiungimento della massima autonomia costituisce un diritto fondamentale di tutti, ciechi e ipovedenti compresi, questo è il principio che da sempre ispira ed orienta l’agire dell’UICI, e in particolare della sezione di Roma.

Antonio Barcella

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