Casalinghe, De Palo: ‘Non è una scelta di serie B, ma è servire il proprio paese

Enzo Luciani - 22 Novembre 2011

«Lo stereotipo secondo cui le donne che scelgono di dedicarsi alla propria famiglia, specie se numerosa, rinunciando a un’occupazione di tipo tradizionale, “non fanno nulla” perché “hanno tanto tempo”, va combattuto. È giunto il momento di riconoscere concretamente l’utilità sociale del lavoro delle casalinghe, che investono sui figli e quindi sul futuro delle nostre città e del nostro Paese». Così l’Assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale Gianluigi De Palo nell’ambito della cerimonia di premiazione del concorso ‘Voci di Casa’, organizzato dal Movimento Italiano Casalinghe (MOICA) e tenutosi nella Sala della Protomoteca, in Campidoglio.

«Bisognerebbe pensare – prosegue l’Assessore – a un riconoscimento reale del servizio svolto dalle donne che decidono di dedicarsi al ‘welfare’ da casa, per esempio ‘scontando’ loro almeno tre anni di contributi per ogni figlio messo al mondo dopo il secondogenito, con cui una famiglia di fatto pareggia i conti rispetto al ‘ricambio generazionale’ a livello pensionistico. Vanno premiati i genitori che investono nei figli in più, anche perché la loro economia e il loro lavoro, un giorno, contribuiranno alle pensioni di chi non ha avuto figli e ha magari preferito la carriera, i viaggi, gli investimenti finanziari. Fare la casalinga non è una scelta di ‘serie B’, ma un modo concreto per servire il proprio Paese», conclude De Palo.


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