Casalotti, il movente resta un rebus. Dalla pista sentimentale all’ombra delle estorsioni: gli investigatori seguono ogni traccia

Oltre 60 segnalazioni per il latitante Hossain: setacciati scali e casolari. Stasera la fiaccolata in via Montiglio

Non più un semplice e brutale raptus legato a vecchi rancori personali, ma l’epilogo di un ricatto economico orchestrato nell’ombra. C’è una svolta radicale nelle indagini sul triplice omicidio di Casalotti che ha sconvolto la Capitale.

Mentre le forze dell’ordine stringono il cerchio attorno al quarantatreenne Shahadat Hossain, ritenuto l’esecutore materiale del massacro, la Squadra Mobile sta scavando a fondo in un nuovo, inquietante filone investigativo: la strage potrebbe essere maturata all’interno di un sistema di estorsioni e pizzo etnico diffuso all’interno della comunità bangladese a Roma.

L’ombra del racket e il mistero delle minacce passate

Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, ma i tasselli raccolti nelle ultime ore aprono uno scenario cupo. Sotto la lente d’ingrandimento della Procura ci sono alcune pesanti richieste di denaro avanzate alla famiglia sterminata: Kamal Uddin Babul (39 anni), la moglie Jahan Hosne Momotaj (38) e la figlioletta Islam Arowa, di appena otto anni, freddati all’interno delle mura domestiche.

Gli accertamenti della Mobile hanno svelato che già in passato il padre di Kamal era stato bersaglio di pesanti intimidazioni. Il sospetto è che il rifiuto di piegarsi al ricatto possa aver innescato la spedizione punitiva.

La chiave di volta per confermare questa tesi è ora custodita nel reparto di terapia intensiva del Policlinico Gemelli, dove il figlio maggiore della coppia, unico sopravvissuto alla mattanza, lotta tra la vita e la morte dopo un delicatissimo intervento neurochirurgico.

Gli investigatori attendono il via libera dei medici per ascoltarlo: la sua testimonianza potrebbe squarciare il velo di omertà sul movente.

Identikit di un latitante: la fuga a piedi scalzi e la rete di coperture

In parallelo alla nuova pista, la caccia all’uomo si fa sempre più serrata. Da quando la Questura ha diffuso la foto di Shahadat Hossain, i telefoni del 112 sono bollenti: sono già oltre sessanta le segnalazioni giunte da cittadini che sostengono di averlo avvistato.

I controlli, coordinati a livello nazionale, stanno interessando stazioni ferroviarie, aeroporti, valichi di frontiera e i terminal dei bus a lunga percorrenza diretti all’estero, ma si estendono anche a casolari abbandonati e vecchi stabili tra Roma e la provincia.

I detective si stanno concentrando sulla rete di contatti del quarantatreenne, che sui social si professava un militante attivo del Partito Nazionalista del Bangladesh (BNP). Chi indaga è convinto che l’uomo stia godendo di una rete di protezione logistica ed economica.

Un dettaglio, in particolare, avvalora l’ipotesi del favoreggiamento: Hossain è fuggito dall’appartamento del delitto scalzo e ha gettato il proprio smartphone a poche centinaia di metri per non farsi agganciare dalle celle. Muoversi in queste condizioni, senza un aiuto esterno per trovare scarpe, soldi e un rifugio sicuro, sarebbe stato impossibile.

Inoltre, emerge che l’uomo aveva presentato lo scorso anno una richiesta di protezione internazionale alla Questura di Frosinone, mentre la moglie e i figli risiedono stabilmente nel Regno Unito: non si esclude che l’obiettivo finale del fuggitivo sia proprio quello di varcare il confine per tentare di raggiungerli oltremanica.

Il dolore del quartiere: stasera la fiaccolata per le vittime

Mentre la medicina legale dell’Università Cattolica si prepara a eseguire le autopsie sui corpi delle tre vittime per chiarire la dinamica esatta dei colpi, la periferia ovest di Roma si stringe nel dolore.

Questa sera i residenti di Casalotti, gli amici e i connazionali della famiglia scenderanno in strada per una fiaccolata silenziosa in via Montiglio. Un lungo corteo di candele per chiedere giustizia per Kamal, Jahan e la piccola Arowa, ma anche per lanciare un segnale forte: il quartiere rifiuta di piegarsi alla violenza e all’ombra della criminalità.

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