Casini su Monti – No di “Italia futura” all’ “Italia del passato” – Galeotta fu la luce e chi l’accese – All’attacco di Malta

Fatti e misfatti di settembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 10 Settembre 2012

Casini su Monti

"Per noi – ha ripetuto, alla sua "convention" di Chianciano, Pierferdinando Casini – dopo Monti c’è Monti".

Per loro, però. Perché tutti gli altri partiti – quale più quale meno – si sono già espressi chiaramente per il ritorno di un Governo politico. Ma anche perché Monti, dimostrando la stessa pazienza del famoso cinese seduto sulla sponda del fiume, ha atteso che Casini passasse sulla sua nuova barchetta "Italia" per assestargli un colpo micidiale. "Voglio raccontarvi – ha detto spietato il "premier" nel suo intervento conclusivo al "Seminario Ambrosetti" – un aneddoto che mostra anche come cambiano le cose nella politica. Nel luglio 2004 era in scadenza il mio mandato di commissario europeo, non avevo fatto mistero ad alcuno che avrei volentieri proseguito con un altro, il Presidente Berlusconi disse che mi avrebbe confermato con convinzione, ma che temeva di non poter soddisfare la mia aspirazione perché l’ Udc voleva assolutamente Buttiglione al mio posto". E Buttiglione, infatti, andò al suo posto rimediando all’Italia, oltretutto, una figura peggio dell’altra. Ma, allora, Pierfurby si è dimenticato in buona fede di tutto ciò oppure più verosimilmente, ricordandoselo, ha cercato di nasconderlo dietro la sua faccia di bronzo?

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No di "Italia futura" all’ "Italia del passato"

"Da Casini e dalla sua "convention" di Chianciano – ha invece bastonato "Italia futura" di Luca Cordero di Montezemolo – solo un fritto misto e confuso".

Anche Luca Cordero di Montezemolo, dunque, ha definitivamente svicolato dall’ "Italia" casiniana. Piano piano, insomma, Pierferdy sta perdendo di brutto tutti coloro i quali – chissà poi perché – aveva già inserito nella lista dei suoi amici e dei suoi alleati. E sta seriamente rischiando di rimanere, come il buffo capitano di ventura Brancaleone da Norcia, soltanto in tre: lui, Rocco Buttiglione e Ciriaco De Mita. Più Aquilante, "lo malo caballo" con la faccia di Paolo Cirino Pomicino. L’ "Italia" che ancora resta, cioè, del passato. Di certo passato.

Galeotta fu la luce e chi l’accese

"Un giovane di Prà – hanno scoperto i carabinieri di Arenzano – coltivava quaranta splendide piante di marijuana, in una piccola serra, alla luce di potenti lampade, fra cui molte ultraviolette".

Ma come hanno scoperto i carabinieri di Arenzano questo giovane di Prà? Venendo a conoscenza, tramite una serie di incroci fiscali, del suo abnorme consumo di energia elettrica. Morale: se uno non può proprio fare a meno di comportarsi male, è meglio lo faccia sempre al buio. Senza accendere mai la luce.

All’attacco di Malta

"Ragazzi – ha spronato i calciatori "azzurri" il "mister" Prandelli – dovrete dimostrare, nella partita di martedi con Malta, di avere ritrovato la vostra identità".

Ma sarà possibile, non sarà troppo difficile, già martedi e con una squadra così quotata come quella di Malta? 


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