Caso Sandri, 6 anni all’agente Spaccarotella

Disordini in serata a Ponte Milvio. Fermati due ultras
Enzo Luciani - 15 Luglio 2009

La corte di Assise di Arezzo ha condannato l’agente Luca Spaccarotella a 6 anni di reclusione per "omicidio colposo" nei confronti di Gabriele Sandri. Alla rabbia della famiglia di Sandri che ha definito la sentenza "una vergogna per tutta’Italia" e ha annunciato che farà ricorso in appello,  si somma anche la delusione del pubblico che, al momento della lettura, ha urlato contro la corte ”vergogna, buffoni”. Lacrime di gioia sono state, invece, versate da parte dell’agente Spaccatorella per il quale il pm aveva chiesto una pena di 14 anni di reclusione.

Insoddisfazione per la sentenza è stata espressa anche dal Sindaco di Roma Gianni Alemanno. "Pur riservandomi di leggere le motivazioni della sentenza – dichiara Alemanno – mi pare non accettabile la derubricazione del reato da omicidio volontario a colposo. In ogni caso, la pena risulta troppo mite rispetto a un fatto così grave che ha duramente colpito non solo la famiglia ma tutta la città. Mi auguro che il Pubblico Ministero, data la diversità fra le richieste e la sentenza, ricorra in appello e, in quella sede, la sentenza possa essere rivista per non lasciare in tutto il mondo degli sportivi romani un senso di profonda ingiustizia".

Intanto, il clima post sentenza si fa sempe più acceso. La notte scorsa si sono verificati scontri nella capitale. Due ultrà della Lazio, di 28 e 23 anni, sono stati arrestati dai carabinieri per aver lanciato sassi e bottiglie contro un mezzo della polizia e all’indirizzo di una caserma dei carabinieri nei pressi di Ponte Milvio. I due ultrà fermati dovranno rispondere di danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Nel corso delle perquisizioni nelle loro abitazioni, sono stati trovati diversi oggetti inneggianti al nazismo.


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