Castronerie giornalistiche 1 e 2 – Le confusioni dell’onorevole Cicchitto – Il Pierferdy da “badante” ad “attendente” – Sopra e sotto il tappeto

Fatti e misfatti di giugno 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 29 Giugno 2012

Castronerie giornalistiche 1

"Ciao ciao, culona – ha titolato "Il Giornale", in prima pagina, a proposito della vittoria calcistica dell’Italia sulla Germania". E, nel sommario, ha aggiunto: "Cara Merkel, dall’euro esci tu".

Complimenti vivissimi, quindi, a "Il Giornale". Per il titolo, molto raffinato, nei confronti della signora – oltre che Cancelliera – Angela Merkel. Ma anche per il sommario, molto deficiente, che volutamente equivoca e cerca di imbrogliare i lettori perché – così espresso – rappresenta una Germania come uscita in giacca e cravatta dall’euro moneta e non in maglietta e mutande nel campionato europeo di calcio.

Castronerie giornalistiche 2

"Per battere lo "spread" non serve il rigore – ha titolato a proposito di Italia-Germania, ancora non contento, "Il Giornale" – bastano i gol".

Spirito euforico? Sembrerebbe più, in verità, spirito di patata. Perché il calciatore "azzurro" Balotelli è stato certamente bravo a segnare due "goals" vincenti alla Germania, ma questi suoi due "goals" non sono stati sufficienti – come evidente e normale per tutti tranne che per "gli spiriti di patata" de "Il Giornale" – a battere quel nostro "spread", nei confronti dei titoli tedeschi, che, anche a partita pallonara conclusa, è abbondantemente rimasto sopra quota 400.

Le confusioni dell’onorevole Cicchitto

"Noi del Pdl – è intervenuto il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, a proposito della ventilata possibilità di lavorare nel mese di agosto e anche di notte – non scapperemo, ma ci industrieremo (mi piace citare il verso di una poesia di Giuseppe Giusti) a "fornir l’opra anzi il chiarir dell’alba".

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Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, invece, qualche scappatina da Montecitorio dovrebbe farla. Dovrebbe farla per andare a ripassare- in biblioteca, alla scuola serale, magari anche tra i libri di casa sua – almeno i poeti italici più illustri. In modo da scoprire, intanto, che il verso a "fornir l’opra anzi il chiarir dell’alba" è in una poesia di Giacomo Leopardi e non in una poesia di Giuseppe Giusti. E poi, visto che tiene tanto alle citazioni, in modo da poterle sicuramente fare, in futuro, senza errori da matita blu. Anche se, in verità, sarebbero in pochi , alla Camera, ad accorgersene.

Il Pierferdy da "badante" ad "attendente"

"Serve una mozione unitaria – ha invitato il Parlamento, l’altro giorno, Pierferdinando Casini – per supportare quel lavoro del Governo che è ottimo e abbondante".

Ottimo e abbondante come il rancio che i militari di leva, una volta, dovevano definire in risposta al generale che li passava in rassegna. Ma, allora, non è vero che Pierferdinando Casini, del "premier" Mario Monti, è – come si va dicendo – il fido e sollecito "badante": è, invece, quello che era, sempre una volta, l’"attendente" in divisa al servizio del generale.

Sopra e sotto il tappeto

"I risultati ottenuti dal Governo fino ad oggi – ha chiarito Luigi Mazzillo, Presidente di sezione della Corte dei conti – non saranno sufficienti, se non si interverrà per eliminare la polvere nascosta sotto il tappeto".

Il che, fuori di metafora e come il Presidente di sezione Mazzillo ha poi meglio chiarito, se non verranno eliminate "le persistenti zone grigie di scarsa trasparenza dei conti statali". Verissimo. Solo che chi potrà mai intervenire per eliminare la polvere nascosta sotto l’immenso tappeto statale? Potrebbero farlo, ora, i Ministri del Governo Monti. Ma loro – che diamine – sono tutti dei professori e dei tecnici con lauree e "masters" di prestigio e, dunque, come pretendere che possano sollevare un vecchio e pesante tappeto, afferrare una scopa plebea e gettare via in volgari sacchi di plastica tanta polvere maleodorante? Lo farà, allora, il Governo che verrà dopo le elezioni politiche di primavera prossima? Sarebbe utile e bello. Ma l’esperienza del passato non induce a certezze e nemmeno a speranze. Fino all’ultimo di Silvio Berlusconi, infatti, tutti i Governi politici succedutisi dal dopoguerra ad oggi hanno sempre preferito ignorare quanto nascosto sotto quel tappeto. Preferendo invece conoscere quanto di bello e di buono c’era e c’è sopra. Di bello e di buono, naturalmente, per loro.


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