Caudo: “Roma Agricola, una città a natura d’uomo”

Comunicato stampa - 19 Novembre 2020

“Roma come distretto urbano del cibo: ecologico, parzialmente autosufficiente, importante volano economico. In piena emergenza climatica e durante la crisi pandemica che sta infiacchendo il tessuto sociale della nostra Capitale, un piano di azione per Roma Agricola da realizzare e attuare nel primo anno di mandato della sindacatura diventa necessario allo scopo di realizzare concretamente la città di domani. Occorrerebbe, in primis, riunificare in un unico Dipartimento del Comune di Roma tutte le competenze necessarie per gestire le aree agricole, fare politica del cibo, promuovere l’educazione al consumo e al turismo eco sostenibile e responsabile. Ma indispensabile sarebbe anche immaginare e realizzare piani e regolamenti che riguardino i tanti Parchi Agricoli presenti”.  Così Giovanni Caudo, candidato alle primarie del centrosinistra per Roma 2021 e presidente del III Municipio, nel corso di Roma Agricola, il dibattito che si è svolto online sulla sua pagina facebook e che rientra nell’ambito dell’iniziativa Fori Virtuali, il ciclo di incontri tematici a cadenza settimanale per analizzare proposte e possibilità per la Capitale verso 2021.

“Roma Agricola, infatti – specifica Caudo –  non è la città contro la campagna, piuttosto è la Città-Campagna. Un’occasione concreta di crescita, cultura, innovazione, educazione e turismo. Una possibilità reale di valorizzare pienamente le caratteristiche uniche di questa città:  quasi 50 mila ettari di suolo agricolo e una densità demografica relativamente bassa (2000 abitanti per km² contro i 9000 circa di Parigi). Aspetti che nella costruzione di una ipotetica città ideale sarebbero oggi quanto mai dirimenti.  Altrove, queste tipicità possono solo sognarle o tentare di costruirle a tavolino senza particolari speranze. Roma, invece, già possiede tutto questo: occorre solo mettere a frutto questo enorme potenziale. Eppure sui media e sui giornali Roma Agricola è invisibile.

È il momento di compiere scelte radicali nel segno dell’ambiente e dell’innovazione scardinando tutta la facile retorica che da sempre accompagna ogni discussione sul tema la cui complessità è invece pari solo all’enorme ventaglio di prospettive occupazionali, in termini di qualità della vita, di ciclo urbano dei rifiuti, di crescita e sostenibilità che apre. L’alternativa l’abbiamo già sotto gli occhi: il lento trascinarsi in un limbo caotico e scuro senza speranza”.

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All’incontro hanno partecipato anche Guido Santini (Fao), Matteo Amati (Roma agricola), Davide Marino (Università del Molise – RomaTre) e Daniela Patti (Eutropian).


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