“Ce lo sapevi che…?” Civitavecchia all’orizzonte (Undicesima puntata)

La rubrica dal “Trittico” «SIGNORI IN CARROZZA – Spaccati d'epoca “a cavallo” del Pubblico trasporto capitolino»
di Luigi Boccilli - 15 Settembre 2015

CIVITAVECCHIA ALL’ORIZZONTE

Nel 1858 l’arrivo dei materiali s’intensifica, facendo intravedere ormai davvero prossima
l’attivazione della linea.

Nel solo 1858, galeazze, scooner e brigantini (22) provenienti da Newcastle, Marsiglia e Nantes si susseguono, con carichi di rotaie e cuscinetti, di viti e arpioni, di molle e tubi, locomotive, tenders e tonnellate di carbone oltre ad altri materiali.(137),(138),(139),(140),(141)
Fra marzo e giugno, a Civitavecchia vengono sbarcate 3.938 rotaje e 191 tonnellate di carbone sbarcate dal Philemone Aline;(142) 160 tonnellate di ardesia dallo scooner francese Rose de Mai; 700 rotaie e 30 tonnellate di carbon fossile dalla galeazza olandese AlberthaRomeling;
(143) 1.570 tonnellate di altri materiali dal Thetis, dal Principe Federico, dal Charlemagne, dal Regina, dal Chimiste.(144)

Le due locomotive sbarcate dal bark francese Fernand et Annette,(145) sono trasferite a Fiumicino a bordo dell’Atlante, battello a sua volta rimorchiato dal piroscafo francese Tibre. Il trasporto, ed il relativo sbarco, vengono affidati al «valente pilota del porto di Civitavecchia
e professore di nautica, cav. Giacchetti»…(146)

… e ciò egli fece con molta perizia e solerzia in tre soli giorni, senza che le due locomotive e
i rispettivi tenders soffrissero la più piccola lesione; lo che parrà quasi incredibile, visto il peso
delle locomotive, e la scarsezza delle risorse in Fiumicino. Per la qual cosa siam lieti di poter
dire al bravo sig. cav. Giacchetta una schietta parola di encomio.

I lavori procedono con alacrità fino al periodo estivo, quando la Società deve «darsi vinta alla precocità d’una temperatura tropicale che le ha tolto anzitempo il lavoro di più di duemila operai». Da una ricerca effettuata sui trimestri estivi delle annate interessate (1857-1858), si sono
rilevate le seguenti temperature massime:(147)

capture-20150915-133650

È però proprio vero, la relatività dei valori è davvero… relativa. E lo è per ogni cosa. Ivi compreso quanto possa concernere il clima, allora considerato tropicale anche se con temperature molto inferiori a quelle che susseguiranno, tra l’altro cariche d’umidità e senza neppure potersi più godere, in Roma, dell’ormai scomparso Ponentino.(148)

Per esemplificare, nella tabella che segue sono riportate le temperature estreme mensili, verificatesi fra il 1951 e il 2007, con evidenziato l’anno in cui si sono verificate. In tale periodo, la temperatura minima assoluta nel gennaio 1985 ha toccato i -9,8°, mentre la massima ha raggiunto i +40,5° nell’agosto 2007, superando il precedente record di +40,4° dell’agosto 1956.

capture-20150915-134408

Una bella differenza, dunque, rispetto ai 34,5° di luglio del 1857. Come che sia, ben si precisa che il rinvio di qualche mese rispetto ai previsti mesi di luglio e agosto non avrebbe certo tolto valore all’impresa né impedito il rispetto della scadenza prevista per il mese di marzo 1859:(149)

… Ad onta però di queste impreviste contrarietà, se la strada non sarà aperta nel luglio o nell’agosto,
come la Società aveva ben onde a credere, prescindendo da casi straordinari, quando si apra nel
novembre, sarà sempre aperta un anno prima del termine stabilito alla Società nel capitolato.
Quanto alle voi basse maligne che i nemici delle ferrovie negli Stati Pontifici si sono piaciuti
divulgare, elleno hanno la vita di tutte le cose fondate sulla menzogna: durano un giorno, e
unica risposta da far loro è il disprezzo.

In maggio, l’alleanza di Vittorio Emanuele II e Napoleone III (II Guerra d’Indipendenza) agita venti di guerra. Fra gl’imprenditori si diffonde il timor panico. Le transazioni si bloccano sotto la pressione delle «false notizie pubblicate da certi giornali». Con il rapido appianarsi della
situazione politica, anche l’andamento delle Borse, e conseguentemente delle azioni ferroviarie, torna a migliorare,(150) facendo di nuovo parlare dei benefici economici, umani e sociali:(151)

Parlammo sovente ai nostri lettori sui vantaggi che son per risultare pel nostro paese dall’attivamento
delle nostre ferrovie. L’interesse che tutti portano alla esecuzione di questa grande
impresa, e la premura generale sì spesso manifestatasi per conoscere le più minute particolarità
della costruzione delle nostre linee ne è prova luminosa. Né ci arreca maraviglia: poiché ogni
paese è ugualmente avido di godere i benefizi della civiltà sparsi dovunque sulla loro via da
questi nuovi mezzi di comunicazione. Ma ciò che dà un’impronta e un carattere particolare
d’importanza alle ferrovie romane, si è che la loro attivazione interessa pure le nazioni straniere.
Infatti, non è forse Roma la capitale del mondo cristiano e insieme del mondo artistico? E
non richiama ella a se (sic) il fiore delle nazioni civili col triplice movente del sentimento religioso,
dell’amore per l’arte, e della bellezza del cielo?

Dall’estero, nei riguardi dei lavori in corso il malanimo continua. La Presse di Parigi annota che sulla «rete delle Vie Ferrate Romane si lavora con poca alacrità, e conviene con dispiacere confessarci che anche quella di Civitavecchia sarebbesi con maggior lentezza compiuta se qualche centinaio di soldati francesi, che sono in guarnigione a Roma, non fossero stati presi come operai».(152)

Soldati francesi al lavoro?!… Ma la Concessione non prevedeva l’impiego di sola manodopera
pontificia?
Perché la Società non ha dunque adempiuto all’obbligo assunto?
E perché nessuno recrimina contro tale inadempienza?…
Pio IX deve forse tollerare per il buon fine delle strade ferrate?…
Anche in Patria, piccinerie e meschinità proseguono implacabili «collo spacciar novelle»:

Nondimeno avvi ancora taluno che invidiandoci questo avvenire, né potendo oramai impedirlo,
non cessa di sfogare il proprio mal animo collo spacciar novelle e giudizi fondati sulla
menzogna per condannare ora la Compagnia concessionaria ed ora il Governo. Ed invero non
ha guari taluno dicendosi sollecito del bene dello Stato, lamentava la concessione delle ferrovie
come cagione di ruina alle nostre finanze, stante i patti sfrenati di essa. A dimostrare come da
queste insinuazioni sia diverso il fatto, eravamo noi per pubblicare un lungo lavoro basato su
documenti officiali, quando l’Armonia ci ha prevenuti con un articolo inserito nel suo num.
203. Questo articolo tratta la questione colla scorta degli stessi documenti da noi scelti all’uopo,
e raggiunge il nostro intento in più brevi parole; ed è per questa principal ragione che noi lo
preferiamo per presentarlo ai nostri lettori.

L’arrivo dei materiali s’intensifica con le due locomotive e i tenders sbarcati dallo scooner Augustine e con i 160 sacchi di ramponi, 780 staffe (eclisses), 300 rotaie e 56 tonnellate di carbon coke con cui il Vauquelin conclude la commessa di Newcastle.(153) Gli arrivi proseguono incessanti sia con l’austriaco pielagio Maddalena che con gli scooner Odoardo Virgilio battente bandiera napoletana(154) ed il greco Maria.
(155) La costruzione dei vagoni di seconda classe condotta a gran ritmo nel cantiere dell’intraprendente a Civitavecchia accentua la sensazione d’essere davvero alle battute finali.(156)

——————————————————————————————————————–

LibriBoccilli

Le notizie della presente Rubrica sono tratte (sintetizzate) dal “Trittico”

«SIGNORI IN CARROZZA – Spaccati d’epoca “a cavallo” del Pubblico trasporto capitolino» di Luigi Boccilli. L’opera, sviluppata in 990 pagine lungo tre volumi, è stata elaborata sulla scia di oltre 2.300 documenti per lo più originali d’epoca dal 1400 in poi.

Luigi Boccilli

Luigi Boccilli

Pubblicata in soli 100 esemplari numerati, ne sono rimaste solo 30 copie, possibili da acquistare – al prezzo speciale di € 90 ogni “Trittico” per i nostri Lettori – commissionandola al nostro Sito o direttamente all’Autore tramite la mail lboccilli@gmail.com.

L’Autore, coerentemente con quanto scritto a p. 43 del I Libro…

“Poiché non presumo di poter comunque rivendicare a mia volta quella perfezione tanto rara nelle opere prodotte dall’uomo ed ancor più irraggiungibile da me, formatomi all’università della strada e della vita più che negli atenei di Stato, prego il lettore di comunicarmi eventuali inesattezze alla mail lboccilli@gmail.com, per poterle rettificare in caso di ristampa. … sarà grato a chiunque, rilevando delle improprietà, avrà la bontà di comunicargliele tramite il nostro Giornale o direttamente alla succitata mail”.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti