“Ce lo sapevi che…?” Un mare di bugie e mezze verità (Sesta puntata)

La rubrica dal “Trittico” «SIGNORI IN CARROZZA – Spaccati d'epoca “a cavallo” del Pubblico trasporto capitolino»
di Luigi Boccilli - 26 Aprile 2015

Sulla scia degli espropri di 128 ettari, 76 are e 82 centiare attuati dalla Delegazione Apostolica di Civitavecchia e dalle Presidenze di Roma e della Comarca, la Società conferma infine la propria intenzione d’attivare la linea nel luglio del 1858, con sette mesi di anticipo, dunque, rispetto alla data prefissata.(122),(123).

L’intraprendente è ansioso d’incassare il suo milione di franchi.

UN MARE DI BUGIE E MEZZE VERITÀ

I lavori per Civitavecchia proseguono a gran ritmo grazie:
– alla gran quantità di operai cooptati dai caporali; (20)
– all’apertura di nuovi cantieri;(124)
– al rapido avanzamento degli sterri attraverso l’ulteriore cooptazione di 500 operai da impiegare
per il cantiere di Palo e altrettanti per le cave di pietra appena aperte.

Il Giornale delle Strade Ferrate del 31 ottobre 1857 può quindi scrivere che, grazie all’insieme dei lavori e degli approvvigionamenti, «i lavori saranno compiuti verso la fine di maggio o di giugno prossimo; e che nel mese di luglio Roma non troverassi più che ad un’ora e mezza di cammino dal mare».(125)

Il successivo 21 novembre si conferma che «tutto concorre a confermarci nella certezza che l’attivamento di questa linea non oltrepasserà di un giorno il termine stabilito».(126) Nonostante ciò le false notizie continuano però a rincorrersi provocando forti timori di danni economici negli azionisti della Pio-Centrale. Ancora una volta la reazione della Pio-centrale è repentina e quanto mai efficace:(127)

Al sig. Direttore del Giornale di Roma

Sig. Direttore
Per l’interesse della società anonima delle strade ferrate romane, linea Pio-centrale, e per smentire le false voci che vanno attorno, crediamo dover dare a conoscere che i cinquecentomila franchi, pagati ai sigg. Fell, Jopling e Jackson, in seguito della transazione avvenuta il 6
corrente novembre, sono a carico dell’antica società Casavaldès. Quanto alla società anonima, non sopporta alcuna parte di questa spesa. Compiacetevi sig. Direttore, di rendere pubblica la presente lettera, che ha per scopo di chiarire la opinione del pubblico, circa la natura e l’importanza di simile accomodamento. Gradite l’attestato della mia più distinta considerazione.

Roma 9 novembre 1857.
I. Mirès

Il successivo giorno 14, il Giornale delle Strade Ferrate itera con durezza:(128)

Ogni questione della così detta società anglo-americana, colla già società Casavaldès, per la pretesa prelazione ai lavori della linea da Roma a Bologna, è finita. Oltre le calunnie e gli scandali seminati, non mancava qualche speculatore che insinuasse negli azionisti della Piocentrale
il timore, che alle spese ed ai danni della lite provvederebbe la cassa della società anonima; e ciò con scapito del loro interesse. La logica dei fatti è rigorosa e potente; ella rovescia ogni edifizio che non sia basato sulla verità.

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(20) Caporale: capo di una squadra di operai. Nell’Italia meridionale, intermediario per il reclutamento giornaliero di operai (in particolare
di braccianti agricoli) al di fuori dei canali di collocamento ufficiali, senza dunque rispettare le tariffe contrattuali e
percependo per ciascuno una tangente dell’imprenditore (Treccani: Caporale).

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I problemi proseguono con la lite giudiziaria che nello stesso mese di novembre oppone l’intraprendente della linea, Sig. Debrousse, al concessionario per la costruzione delle «Stazioni e Case di Guardia», sig. Gabaud.(129),(130)
Gli sforzi della Società s’intensificano: (131)
– in dicembre utilizzando 3.700 operai;
– dando luogo al pagamento della «somma di franchi 605,627 e cent. 57» al sig. Debrousse per lavori
e forniture di materiali.

Luigi Boccilli

Luigi Boccilli

Il desiderio d’affrettare i tempi induce i Ministri delle Armi e dei Lavori Pubblici a delegare alla Società anche i lavori di spettanza del Genio Militare compresi «nel raggio delle fortezze, e nella zona delle servitù militari».(132) Nonostante il rincorrersi di critiche e illazioni (sempre seguite da pronte rettifiche), tutto insomma «procede in guisa da non cagionare ombra di ritardo per l’attivamento prossimodella ferrovia», anche grazie al continuo incremento di operai, che fra Roma e Civitavecchia raggiungono quota 4.546 unità:(133)

Leggiamo nell’Indipendenza Belga del 22 gennaio P.° p.° (passato prossimo: n.d.a.) nella rubrica della corrispondenza di Roma del 15 dello stesso mese, che cinque bastimenti inglesi, partiti da Newcastle, sono attesi a Civitavecchia con carico di rotaie e loro accessori, destinati alla ferrovia da Roma a Ceprano: si aggiunge poi che i lavori della ferrovia di Civitavecchia si proseguono lentamente. Ne corre obbligo di rispondere a tutto ciò, che i lavori della sezione da Roma a Civitavecchia vengono anzi eseguiti colla maggiore operosità: che gli stessi e le opere d’arte sono celermente condotti: e che oltre 30 chilometri potranno essere inghiaiati entro il corrente mese.

C’è dunque da considerare come, alla fin fine, le malevolenze non hanno né limiti né confini, tal che nessuno sembra poterne fare a meno, neppure all’estero, con il Belgio ora pronto a mostrare il proprio il malanimo nei riguardi d’ogni intraprendenza pontificia.

STRADE FERRATE, PANE E LAVORO

Strade ferrate e Lavoro: un binomio inscindibile per lo sviluppo umano, naturalmente a patto e condizione che, laddove la via ferrata arrivi, non la si lasci scomparire all’orizzonte… per indolenza o inettitudine: «Per avvantaggiarsi dei benèfici effetti di quel sistema, –si scrive, infatti – non bisogna già pensare che basti l’apparizione di una locomotiva in una città perché vi piova oro. Ché se vi trovi inerzia, essa trascorre via per versare l’opulenza dove trova attività di lavoro».(134)

Per quanto riguarda la via in costruzione, le popolazioni interessate la attendono con ansia: «Il pubblico si occupa seriamente della prossima attivazione della linea da Roma a Civitavecchia, talché si stima sia cosa interessante esporre, in succinto, l’attuale e veritiero stato della costruzione di essa ferrovia…», i cui lavori – si precisa – procedono «al colmo dell’operosità», con l’impiego di circa 5.000 operai.(135)
L’incremento della manodopera è dunque una costante, anche se lascia non poco perplessi quell’espressione attuale e veritiero stato, che lascerebbe evincere ben altre realtà informative prima di allora.

Nel contempo, in Francia, Inghilterra, Belgio e Prussia gli incidenti ferroviari continuano senza posa, la speciale Commissione nominata tre anni prima dal Governo Francese rivelandosi anch’essa incapace di trovare adeguate soluzioni.

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LibriBoccilli

Le notizie della presente Rubrica sono tratte (sintetizzate) dal “Trittico”

«SIGNORI IN CARROZZA – Spaccati d’epoca “a cavallo” del Pubblico trasporto capitolino» di Luigi Boccilli. L’opera, sviluppata in 990 pagine lungo tre volumi, è stata elaborata sulla scia di oltre 2.300 documenti per lo più originali d’epoca dal 1400 in poi.

Pubblicata in soli 100 esemplari numerati, ne sono rimaste solo 30 copie, possibili da acquistare – al prezzo speciale di € 90 ogni “Trittico” per i nostri Lettori – commissionandola al nostro Sito o direttamente all’Autore tramite la mail lboccilli@gmail.com.

L’Autore, coerentemente con quanto scritto a p. 43 del I Libro…

Poiché non presumo di poter comunque rivendicare a mia volta quella perfezione tanto rara nelle opere prodotte dall’uomo ed ancor più irraggiungibile da me, formatomi all’università della strada e della vita più che negli atenei di Stato, prego il lettore di comunicarmi eventuali inesattezze alla mail lboccilli@gmail.com, per poterle rettificare in caso di ristampa.

… sarà grato a chiunque, rilevando delle improprietà, avrà la bontà di comunicargliele tramite il nostro Giornale o direttamente alla succitata mail.

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