“Ce lo sapevi che…?” Una reggia viaggiante (Quattrordicesima Puntata)

La rubrica dal “Trittico” «SIGNORI IN CARROZZA – Spaccati d'epoca “a cavallo” del Pubblico trasporto capitolino»
di Luigi Boccilli - 20 Ottobre 2015

Anche per la nuova linea Pio IX riceve in dono un doppio «magnifico vagone» suddiviso in tre scompartimenti, dotato di quadri, sculture e ornamenti di gran lusso; uno splendore che sollecita la prestigiosa penna di Theophile Gautier che, visitatolo ancor prima del suo invio a
Roma, ne compie una descrizione tanto accurata e deliziosa, da non potersi non riproporre nella sua integralità, prima d’essere nuovamente affossata, con il presente lavoro, nelle Biblioteche di Stato, almeno fino al verificarsi di una nuova… follia recuperatoria: (168)

Si legge nel Moniteur e ne l’Univers del 23 maggio la notizia che la società delle ferrovie
romane farà dono al Sommo Pontefice d’un magnifico vagone: noi ci affrettiamo a pubblicarne
la descrizione, quale ci fu comunicata, ed uscì dalla penna di Teofilo Gautier.
La società delle ferrovie romane offrirà al S. Padre un vagone, e nulla fu trascurato affinché
riuscisse degno del Sovrano Pontefice: esso è diviso in tre scompartimenti: un oratorio, un salone, una camera da riposo.
Quattro angeli d’oro e d’argento, dodici medaglioni degli apostoli e festoni di bronzo l’adornano
esternamente. Nel salone vi sono le pitture del sig. Gerôme, così distribuite:
Rimpetto al trono, la Religione seduta sopra uno scanno di marmo foggiato ad emiciclo, co’
piedi riposanti sopra gradini sparsi di palme del martirio, sembra riguardare il Papa, suo rappresentante
in terra. Essa ha per attributo il calice sormontato dall’ostia raggiante. Sopra di essa aleggia lo Spirito Santo ispiratore.
D’ambe le parti stan ritte le due colonne della Chiesa; S. Pietro colle sue chiavi, e S.
Paolo colla sua spada. Tutto il gruppo stacca sopra un fondo d’azzurro leggiero, che
nell’alto si arrotonda in volta, e va, per formare il soffitto, a raggiungere il cielo delle due composizioni laterali.
Una di queste composizioni rappresenta il Papa circondato di vescovi e cardinali, in atto di
benedire dall’alto di un molo un legno a vapore che arriva, e congiunge con un solco di fuoco
la ferrovia francese alla ferrovia romana: la Chiesa invoca la protezione celeste sopra il genio dell’uomo.
L’altra ci mostra il Santo Padre che benedice la locomotiva pronta a prendere il corso, e soffiandimpaziente fumo e vapori dalle sue nari di bronzo, come i mostri della mitologia.
Abbiamo appositamente descritte nella loro aridità ufficiale questi tre soggetti i due ultimi
dei quali sembrerebbero ingrati e prosaici alla maggior parte degli artisti: tuttavia il sig.
Gerôme ne trasse ottimo partito. Il primo basterebbe solo ingrandirlo perché fosse degno
dell’abside di una cappella: gli altri due fan vedere che lo stile entra nell’ingegno del pittore e
non nel tema da lui trattato. 

La benedizione della nave a vapore è solenne senza enfasi, ha una maestosa disposizione di
linee, un carattere elevato, che spesso mancano ai più grandi quadri di storia. I cardinali nelle
loro porpore sulle quali spicca la loro pelliccia d’ermellino; i vescovi mitrati colle loro mitre
bianche, vestiti delle loro dalmatiche di broccato; le guardie svizzere nelle loro fogge del medio
evo, circondano rispettosamente il Pontefice e formano gruppi ben ordinati e ricchi senza
confusione. Le teste, alcune delle quali son ritratti, hanno un’impronta varia ed individuale, e la
piccolezza delle proporzioni nulla toglie alla grandezza del carattere. Il Papa guarda il mare che
bagna le fondamenta del molo indicato da una catena di porti in cerchio, e di alberi di bastimenti
che si mostrano all’estremità del quadro.

Con un ben inteso artificio, che varia l’aspetto, la benedizione della locomotiva è presa di
profilo. Il sommo Pontefice si e avanzato fino all’orlo della piattaforma dello sbarcatoio, i flabellari
inclinano sopra la sua testa i grandi ventagli di penne bianche, e dietro ad esso si schiera
il sacro collegio, in que’ belli atteggiamenti sacerdotali, di cui sembra avere il secreto (sic) l’ alto
clero romano, e che tanto aggiungono all’impressione prodotta dalle pompe religiose. Quante
nobili teste di monaci e di prelati, e quanta dignità in quel cattolico patriarcato.
Tutto ciò è eseguito con quella maniera ferma, netta e leggibile fino ne’ più minuti dettagli,
particolare al sig. Gerôme, ed è rivestito d’un colore armonioso e dolce, più vero a parer nostro,
che non quel chiasso di toni creduto dal volgo un bel colorito.

Una Madonna col Bambino, un buon Pastore recantesi in collo la pecorella smarrita, sono
dipinti in mezze figure su medaglioni a fondo dorato in istile neo-bizantino, e compiono la decorazione interna.
Al di fuori, nel fregio del vagone, si rilevano sopra dischi d’oro le teste dei dodici apostoli dipinte pure dal sig. Gerôme.

Una pennellata romantica della tipica fierezza francese, questa volta davvero legittimata dalla francese finezza di stile, linee, simboli e colori.

Nel novembre del 1858 il Giornale delle Strade Ferrate, nel riportare quanto già pubblicato dal Journal des Chemins de fer, parla d’un vagone «a terrazzo» composto d’un padiglione a due scomparti: l’uno arricchito da piccole colonne a spira che «formano esteriormente un balcone di graziosissimo effetto», con davanzali dorati, larghi ed eleganti; l’altro, d’un «comodo e piacevole appartamento», suddiviso in sala da riposo, oratorio (con mobilio in ebano e tendine di seta color ciliegio), toletta (in acaju) e anticamera in acero di colore grigio-verdastro. Il tutto è addobbato di velluto grigio-perla tendente all’azzurro e arredato con mobilio dello stesso colore, con il soffitto a sua volta in perfetta armonia con
le altre tappezzerie.

A Passy, prima d’essere imbarcato per Civitavecchia, i Francesi possono ammirarne le linee aggraziate, le grandi aperture, le tende, i festoni, i panneggi(169) e quella «specie di strada corrente, che precede il vagone chiuso», con il quale comunica senza difficoltà.
Sabato 9 aprile 1959, il Giornale delle strade Ferrate scrive:(170)

Questo antivagone, aperto da tutte le parti, intorniato d’una balaustra d’appoggio, ornata di
ricche tende con armi pontificie, è ricoperto d’una tettoia sostenuta da eleganti colonne a spira:
è un vero balcone a due faccie, sormontato d’un baldacchino Agevole ne è l’accesso poich’egli
comunica con un piano uguale col vagone-sala, da ciascheduna stazione, quando il santo Padre
si degnerà soddisfare al voto delle popolazioni avide di vedere il loro sovrano, egli potrà mostrarsi
alla folla circondato dal suo corteggio, e impartire l’Apostolica Benedizione.

A Roma, il 5 luglio lo stesso Pontefice ne apprezza la compiuta eleganza presso la Stazione di Porta Portese. Tutto è dunque previsto per la funzionalità laica e religiosa, con sala del trono, di ricevimento, di preghiera e balconata per la Trina Benedizione papale:(171)

Rendiamo grazie alla Santità Vostra per l’interessamento che mostra verso questa impresa, e
del quale è prova singolarissima la Vostra presenza in questo luogo.
Sarà una nuova gloria del pontificato di Vostra Beatitudine avere introdotto negli Stati della
Chiesa le vie ferrate, stupendi strumenti di progresso e d’incivilimento.
Il cristianesimo che recò salute alle anime, non può non incoraggiare l’industria che produce
il prosperare de’ corpi, sciogliendoli dai ceppi della miseria.
Il Pontefice Romano, sovrano spirituale e temporale, avrà con ciò conseguito la duplice gloria
di aver largito agli uomini due franchigie, due fonti di benessere, quelli cioè dell’anima e
quelli del corpo; e la Chiesa la quale ha per unico scopo il vero progresso, che è quanto dire
Dio, avrà provato una volta ancora, che essa né può né vuole rimanersi estranea, quaggiù in
terra, a verun savio avanzamento.

Nell’esprimere la propria gratitudine al membro della Società costruttrice, Signor Solar, augura «tempi migliori per poter sempre più occuparsi del morale non solo, ma anche del materiale sviluppo a vantaggio dei suoi sudditi, i quali, qualora fossero lasciati nella quiete,
avrebbero potuto tranquillamente goderne». Qualora fossero lasciati nella quiete!… E invece…

mostro di ferro

mostro di ferro 1

mostro di ferro 2

Invece il Piemonte pressa ai confini pontifici, anche utilizzando le vie ferrate. Cionondimeno Pio IX non interrompe i lavori della Roma-Ceprano. Perché? Forse perché diretta verso un confine amico?…

mostro di ferro 3

C’è anzi da considerare come per la tratta Marino-Osteria della Cecchina, dove, in area equidistante da Albano e Genzano, dovrà essere costruita una stazione ferroviaria, i lavori procedono con ancor maggiore lena.(172)
Gli eventi Unitari maturano, anche se Pio IX sembra non accorgersene. Alla vigilia della presa di Porta Pia, egli ancora continua infatti a benedire in San Pietro le truppe pontificie. Nel Suolo Italico il processo ferroviario ha raggiunto km 1.829 d’esercizio,23 ma…
Ma c’è ancora molto da fare ed il sopravveniente Regno d’Italia presto lo farà, sia pure cominciando fin da allora a disconoscere le esigenze del profondo Sud.

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LibriBoccilli

Le notizie della presente Rubrica sono tratte (sintetizzate) dal “Trittico”

«SIGNORI IN CARROZZA – Spaccati d’epoca “a cavallo” del Pubblico trasporto capitolino» di Luigi Boccilli. L’opera, sviluppata in 990 pagine lungo tre volumi, è stata elaborata sulla scia di oltre 2.300 documenti per lo più originali d’epoca dal 1400 in poi.

Luigi Boccilli

Pubblicata in soli 100 esemplari numerati, ne sono rimaste solo 30 copie, possibili da acquistare – al prezzo speciale di € 90 ogni “Trittico” per i nostri Lettori – commissionandola al nostro Sito o direttamente all’Autore tramite la mail lboccilli@gmail.com.

L’Autore, coerentemente con quanto scritto a p. 43 del I Libro…

“Poiché non presumo di poter comunque rivendicare a mia volta quella perfezione tanto rara nelle opere prodotte dall’uomo ed ancor più irraggiungibile da me, formatomi all’università della strada e della vita più che negli atenei di Stato, prego il lettore di comunicarmi eventuali inesattezze alla mail lboccilli@gmail.com, per poterle rettificare in caso di ristampa. … sarà grato a chiunque, rilevando delle improprietà, avrà la bontà di comunicargliele tramite il nostro Giornale o direttamente alla succitata mail”.

Ecce Vinum

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