Cecilia Camellini e Federica Pellegrini – Grasso e Lari, fate luce – Il pianto del povero Emilio – Ma Rosy Bindi parla con Pierluigi Bersani?

Fatti e misfatti di settembre 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 2 Settembre 2012

Cecilia Camellini e Federica Pellegrini

"Cecilia Camellini – alle Paralimpiadi di Londra – ha vinto, battendo anche i precedenti primati mondiali, la medaglia d’oro nei cento e nei cinquanta metri di nuoto".

Camellini fa rima con Pellegrini, Federica Pellegrini che – alle Olimpiadi di qualche giorno fa – ha invece perso le medaglie che avrebbe potuto e dovuto vincere e, per questo, non ha incolpato se stessa e il suo ultimo stile di vita, ma il suo allenatore. Camellini e Pellegrini, sì, due nuotatrici accomunate solo dal fatto che fa rima il loro cognome.

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Grasso e Lari, fate luce

"La destabilizzazione dei magistrati e del Capo dello Stato – si è detto sicuro il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso – è opera di menti raffinatissime". "Ma quali menti raffinatissime ? – si è detto invece sicuro il Procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari – l’attacco al Presidente della Repubblica è collegato a personaggi politici in attività con nomi e cognomi ben noti".

Ma, allora, Il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, non parla con il Procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari? E, comunque, a chi dare credito? Cosa difficile, se non impossibile, data la mancanza di elementi certi e della loro intenzione di fare piena luce. Due conclusioni, però, possono essere chiaramente tratte dalle loro diverse sicurezze. La prima: né l’uno né l’altro magistrato adducono la minima prova certa di quanto si dicono sicuri e, alla fine, non ottengono che intorbidire ulteriormente acque già abbondantemente fangose e inquinate. La seconda: mettendo insieme quanto affermano i due magistrati, ne consegue che i personaggi politici in attività coinvolti nella inquietante vicenda sono quello che sono e, dunque, tutt’altro che menti raffinate. Ma qualcuno, questo, già lo sapeva. Come sa, in ogni caso, che alle volte è più pericolosa una mente idiota piuttosto che una raffinata.

Il pianto del povero Emilio

"Il contratto firmato con "Mediaset" per condurre una mia trasmissione – ha raccontato, su "Radio 24", l’ex direttore del Tg4 Emilio Fede – prevede un compenso di appena 20 mila euro al mese, l’autista, la casa e i locali per l’ufficio".

Emilio Fede davvero senza vergogna nel momento in cui il numero dei giovani disoccupati aumenta a vista d’occhio, gli stipendi mensili hanno una media di 1500 euro ed esistono pensioni anche di 500 euro. Senza, poi, gli appannaggi di casa, autista e ufficio gratuiti. Ma, forse, per una cosa Emilio Fede ha ragione: "Ventimila euro e il resto sono niente – come, sempre su "Radio 24", si è indignato – in confronto a tutto quello che in "Mediaset" ho fatto". Ha ragione perché è vero che, di solito, i maggiordomi del re sono compensati molto meglio e molto di più.

Ma Rosy Bindi parla con Pierluigi Bersani?

"Con le primarie – ha confermato il segretario del Pd, Pierluigi Bersani – sceglieremo il futuro capo del Governo. Chi vince vince, chi perde perde. Anche per un voto". "Non so ancora – ha invece tenuto a far sapere il presidente del Pd, Rosy Bindi – se le primarie si faranno o no".

Ma allora il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, e il presidente del Pd, Rosy Bindi, non parlano tra loro? E, comunque, a chi credere dei due? I più sono propensi a credere al segretario Bersani non foss’altro perché un protagonista serio della politica come lui, anche se dovesse perdere le primarie, non resterebbe certo fuori gioco. Al contrario della traslocatrice della politica Rosy Bindi che, se le primarie dovesse vincerle Matteo Renzi, sarebbe in prima fila tra quelli nell’elenco dei rottamabili. E non solo per anzianità, ma anche per certo suo pensiero debole pur espresso con arroganza e, dunque, per necesità di fare piena chiarezza nel Pd. Da parte del segretario Bersani, dunque, lotta sì dura, ma senza paura. Da parte del presidente Bindi, invece, lotta sì sicura, ma con tanta paura. Si starà, in ogni caso, a vedere. E ad attendere, se possibile, una definitiva linea univoca. 


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