Celebrati i 162 anni dell’Unione dei Principati romeni

Al Pontificio Istituto Orientale, venerdì, 22 gennaio 2020
Federico Carabetta - 25 Gennaio 2021

Venerdì, 22 gennaio 2020, l’Ambasciata di Romania presso la Santa Sede, l’Istituto di Lingua romena di Bucarest, assieme al Pontificio Istituto Orientale di Roma (PIO) e l’Associazione Dacia hanno ospitato un evento online dedicato alla ricorrenza del 162° anno dall’Unione dei Principati romeni, detta comunemente Piccola Unità, della creazione cioè dei Principati uniti di Moldavia e Valacchia che nel 1881 si sarebbe trasformata in Regno di Romania. L’evento è stato moderato dalla dott.ssa Eugenia Bojoga, titolare da anni della cattedra di lingua e cultura romena presso il Pontificio Istituto Orientale; L’Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede Ecc. Liviu petru Zapartan  ha rivolto calorose parole di saluto agli ospiti romeni e italiani presenti, ricordando come il 1859 sia stato il frutto e l’espressione dell’unità dell’identità romena, quell’unità che lo scrittore Mihai Eminescu ha saputo cogliere ed esprimere in modo sublime. Anche la direttrice dell’Istituto di Lingua romena di Bucarest, Prof.ssa  Daiana Cuibus, ha tenuto a ringraziare i presenti e a sottolineare la funzione di collante della lingua romena all’interno della nazione ma anche il suo ruolo di ponte per l’amicizia con altri popoli, di cui la cattedra di romeno presso il PIO, è un esempio. Gli studenti di romeno presenti all’evento, hanno recitato poesie di Eminescu in lingua romena. Lo scrittore Armando Santarelli, studioso appassionato della cultura romena,  ha parlato dei molti parallelismi tra il Risorgimento italiano e quello romeno e dell’amicizia che si è instaurata tra i fautori delle due Unità nazionali, citando le parole che Camillo Benso di Cavour rivolse al Ministro degli Esteri della Moldavia Vasile Alecsandri, nel marzo 1859 in visita a Torino per annunciare l’Unione.

I Romeni, questi fratelli lontani degli italiani, hanno dato prova di patriottismo ed un esempio di concordia che noi, italiani, siamo pronti a seguire (…). L’Unione dei Principati e la consultazione del voto del popolo è l’inizio di una nuova era nel sistema politico dell’Europa. Esse prepareranno, col loro trionfo, l’unione di tutti gli italiani in un solo corpo, giacchè oggi nessuno può più impedire che il meraviglioso atto compiutosi alle falde dei Carpazi non si realizzi anche ai piedi delle Alpi.

L’amicizia tra gli intellettuali e politici italiani e romeni dell’epoca non fu fortuita essendo i due popoli accomunati, oltre che dalla volontà di emancipazione nazionale, da una comune radice culturale latina. La dott.ssa Tatiana Ciobanu ha poi richiamato alla memoria l’abilità del principe neoeletto Cuza il quale, consapevole della non perfetta conformità della sua doppia elezione allo spirito della Convenzione di Parigi del 19 agosto 1858, riuscì a persuadere i capi diplomatici stranieri della necessità dell’unione per un popolo “che va trasformandosi e che ha soprattutto bisogno d’ordine e di calma nei momenti così difficili di una transizione”. L’Unità è stata una conquista di civiltà per i romeni e rimane ai nostri giorni ancora una necessità. La lungimiranza, il coraggio e la perseveranza delle illustri personalità dell’epoca rimangono per noi una fonte di ispirazione.


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